Il lamento diventa festa: torna il festival tra cultura, ironia e comunità
Dall’1 al 4 agosto la quarta edizione con Marco Cappato, Filippo Ceccarelli, Vito Teti, spettacoli, dibattiti e riti collettivi
Dall’1 al 4 agosto torna a Soveria Mannelli la quarta edizione del “Festival del lamento”, la rassegna culturale che trasforma il lamento in uno strumento di condivisione, aggregazione e compassione umana. L’iniziativa si presenta come una festa di comunità e, allo stesso tempo, come un grande rito collettivo capace di rileggere in chiave contemporanea una pratica antica e profondamente radicata nella cultura popolare.
Gli ospiti della quarta edizione
Tra i protagonisti ci sarà Marco Cappato, che racconterà le storie incontrate durante il suo impegno nella campagna “Liberi subito”. Filippo Ceccarelli analizzerà invece i lamenti della politica italiana e il mondo dei complottismi, mentre Vito Teti terrà una lectio dedicata al rapporto tra malinconia, lamento e modo di abitare i luoghi. Spazio anche alla comicità di Daniele Gattano e Yoko Yamada e ai canti polifonici mediterranei del collettivo teatrale Alot.
Lamentazioni, refrigeri e musica
Il programma sarà scandito dalle “Lamentazioni serali”, incontri pubblici con dibattiti e momenti di confronto. Durante i “Refrigeri”, il pubblico potrà consolarsi con cibi e bevande di conforto. A chiudere ogni giornata saranno gli “Epicedi”, appuntamenti tra musica, risate e danze pensati per esorcizzare le difficoltà della vita e trasformare il lamento in energia collettiva.