Catanzaro
Catanzaro

La scadenza del 30 giugno 2026 segna un passaggio decisivo per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Regioni e comuni sono impegnati in una corsa contro il tempo per completare gli interventi, rendicontare le opere e raggiungere i target previsti dal Pnrr. Una sfida complessa, definita dal ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, un “lavoro immane”, destinato ad avere un impatto rilevante sulla vita dei cittadini.

Non tutti gli interventi seguono lo stesso percorso: per alcune misure la scadenza del 30 giugno è considerata perentoria quando il completamento dei lavori rappresenta l’evidenza necessaria per raggiungere target e milestone europei; in altri casi il quadro risulta più articolato, soprattutto per progetti complessi o suddivisi in lotti.

Piemonte e Toscana raggiungono il 100% degli obiettivi

A livello nazionale, tra le regioni che hanno raggiunto il 100% degli obiettivi figurano Piemonte e Toscana. In Piemonte, secondo i dati aggiornati alla scadenza del 30 giugno, sono stati avviati oltre 39mila progetti su tutto il territorio, per un valore superiore a 10 miliardi di euro. La Regione ha raggiunto tutti i 47 obiettivi assegnati, di cui 44 entro il 30 giugno e 3 con scadenza al 31 agosto.

Sul fronte dei comuni, spiccano realtà come Firenze, Bologna, Torino e Napoli, che hanno intercettato risorse rilevanti e portato avanti programmi consistenti. Torino ha dichiarato il raggiungimento del 100% degli obiettivi, mentre Napoli ha investito circa 1 miliardo di euro di fondi Pnrr, realizzando alla scadenza il 90% dei progetti previsti.

Anche Milano registra un quadro significativo, con oltre 840 milioni di euro investiti e 93 progetti realizzati, in un contesto lombardo che conta più di 2.500 progetti gestiti direttamente e 3,4 miliardi di investimenti.

Calabria, una dotazione da oltre 10 miliardi

Per la Calabria la partita resta particolarmente rilevante. Alla regione sono destinati 10,369 miliardi di euro per un totale di 12.382 progetti, numeri che confermano la portata strategica del Pnrr per infrastrutture, sanità, scuola, digitalizzazione, mobilità, rigenerazione urbana e servizi territoriali.

Si tratta di una massa finanziaria in grado di incidere profondamente sul futuro del territorio, ma proprio per questo l’attuazione rappresenta il vero banco di prova. La Calabria, più di altre regioni, ha bisogno che le risorse si traducano in cantieri completati, servizi funzionanti e opere realmente fruibili dalle comunità.

Catanzaro completa il 79% degli interventi

Tra i dati calabresi più significativi emerge quello del Comune di Catanzaro, che ha completato il 79% degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr. Nel capoluogo risultano ultimati 15 progetti su un totale di 19, mentre altri 4 sono ancora in fase di esecuzione. Le opere finanziate ammontano complessivamente a 30,47 milioni di euro.

Nel quadro degli interventi conclusi figurano progetti legati alla scuola, alla mobilità sostenibile e ai servizi per l’infanzia. A Catanzaro, in particolare, il potenziamento degli asili nido ha portato le strutture da una a quattro, grazie a tre progetti già conclusi. Altri interventi riguardano una mensa scolastica e una scuola primaria, per un valore complessivo di 6,37 milioni di euro.

Sempre nel capoluogo, tra le opere completate nel mese di giugno rientra anche la realizzazione di 12 chilometri aggiuntivi di piste ciclabili urbane e metropolitane, per un investimento pari a 3,2 milioni di euro. Un risultato che rafforza il capitolo della mobilità sostenibile e restituisce un segnale positivo sul fronte dell’attuazione locale.

La Calabria davanti alla sfida dell’attuazione

Accanto ai risultati registrati in alcuni territori, resta aperto il tema del ritmo complessivo di avanzamento regionale. Secondo una ricostruzione basata sui dati ReGiS, in Calabria risultano chiusi 4.396 progetti su 12.382, pari al 35,5%, con una quota di pagamenti attorno al 30% delle risorse. Il quadro evidenzia criticità soprattutto su sanità e grandi infrastrutture.

Le infrastrutture rappresentano uno dei capitoli più pesanti per valore economico. Sempre secondo la stessa analisi, gli investimenti su rete ferroviaria, intermodalità e logistica integrata ammontano a oltre 3,2 miliardi di euro, ma il percorso di completamento degli interventi resta complesso.

La sfida per la Calabria, dunque, non è solo intercettare fondi, ma riuscire a trasformarli in opere concluse, servizi attivi e ricadute durature. Il rischio, in caso contrario, è che una grande occasione di sviluppo resti frenata da ritardi amministrativi, difficoltà tecniche e problemi di capacità attuativa.

Il confronto con le altre regioni

Nel resto del Paese il quadro appare molto differenziato. In Puglia la fotografia degli interventi già completati è ancora parziale, ma sul fronte dei trasporti risultano conclusi acquisti importanti, tra cui 16 elettrotreni “Pop” per circa 37 milioni di euro e quattro treni a idrogeno, oltre alla stazione di stoccaggio, per circa 70 milioni.

In Alto Adige sono stati messi a disposizione 1,75 miliardi di euro per 4.610 progetti approvati, di cui 3.165 già conclusi. Nelle Marche i progetti finanziati totalmente o parzialmente dal Pnrr sono 18.699, con circa 11.900 conclusi secondo l’ultimo report regionale del 13 giugno. In Abruzzo, invece, risultano assegnati circa 4,4 miliardi per circa 8mila interventi, ma non sono ancora disponibili dati ufficiali definitivi sulla realizzazione dei progetti.

Una partita decisiva per il Mezzogiorno

Il Pnrr rappresenta per il Mezzogiorno una delle più importanti occasioni di investimento degli ultimi decenni. Per la Calabria, in particolare, la disponibilità di oltre 10 miliardi di euro può incidere su nodi storici come collegamenti, sanità territoriale, scuole, digitalizzazione, servizi sociali e rigenerazione urbana.

La fase successiva alla scadenza del 30 giugno sarà quindi determinante. Non basterà aver programmato gli interventi: sarà necessario dimostrare la capacità di completarli, rendicontarli e renderli utili ai cittadini. Il caso di Catanzaro mostra che risultati significativi sono possibili, ma il quadro regionale impone ancora uno sforzo deciso.

La vera sfida, ora, è evitare che il Pnrr resti una somma di progetti sulla carta. Per la Calabria significa trasformare le risorse disponibili in cantieri chiusi, servizi accessibili e infrastrutture capaci di ridurre divari storici. Solo così il Piano potrà diventare davvero una leva di crescita e non l’ennesima occasione mancata.