Le Grotte rupestri del Verzino
Le Grotte rupestri del Verzino

A due mesi dall’avvio della tredicesima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano insieme a Intesa Sanpaolo, la classifica provvisoria restituisce una mappa fatta di paesaggi, monumenti e testimonianze storiche spesso lontani dai principali circuiti turistici.

Sono luoghi considerati minori soltanto perché poco conosciuti, ma capaci di custodire un patrimonio ambientale e culturale profondamente legato all’identità delle comunità. In tutta Italia sono già attivi numerosi comitati, associazioni, piccoli Comuni, parrocchie e scuole, impegnati nella raccolta delle preferenze.

Raggiungere almeno tremila voti permette di accedere, dopo la conclusione del censimento, al bando attraverso il quale candidare progetti di restauro e valorizzazione. I primi tre classificati a livello nazionale potranno concorrere a contributi rispettivamente di 70mila, 60mila e 50mila euro.

Oltre 350mila voti già raccolti

Dalla metà di maggio sono stati espressi circa 350mila voti, dei quali oltre 62mila attraverso moduli cartacei già trasmessi al FAI e conteggiati nel primo aggiornamento.

La raccolta proseguirà fino al 15 dicembre e ogni cittadino potrà indicare più luoghi ritenuti meritevoli di tutela. In Calabria, le prime posizioni provvisorie sono occupate dalle Grotte Rupestri di Verzino, dalla Villa Romana di Casignana, dalla Cappella dei Nobili di Cosenza, dal Lanificio Filomarino di San Giovanni in Fiore e da Palazzo Gagliardi-De Riso di Vibo Valentia.

Le Grotte Rupestri di Verzino guidano la classifica calabrese

Al primo posto regionale si trovano le Grotte Rupestri di Verzino, nell’alto Marchesato crotonese, ai piedi della Sila. L’insediamento scavato nella roccia costituisce il nucleo originario dell’antico borgo e rappresenta una delle testimonianze più significative della presenza umana nel territorio.

Le origini del complesso risalgono alla preistoria, come attestano i reperti archeologici rinvenuti nell’area. Durante il periodo bizantino, le grotte furono utilizzate dai monaci basiliani, che le adattarono alle proprie necessità realizzando anche sistemi per la raccolta dell’acqua piovana e cisterne sotterranee.

Abitate da intere famiglie fino alla metà del Novecento e successivamente destinate al ricovero degli animali, furono progressivamente abbandonate negli anni Ottanta. Il recupero avviato nel primo decennio degli anni Duemila ne ha consentito nuovamente l’accessibilità.

La candidatura, sostenuta dal comitato “Amici delle Grotte Rupestri” e dalla comunità locale, punta a migliorare la fruizione e l’illuminazione del sito, inserito nella Riserva naturale regionale del fiume Vitravo e delle Grotte Rupestri di Verzino.

La Villa Romana di Casignana e il patrimonio dei mosaici

Tra i beni maggiormente votati figura anche la Villa Romana di Casignana, lungo la Costa dei Gelsomini. Il complesso, considerato uno dei siti archeologici romani più rilevanti dell’Italia meridionale, sorse nel I secolo dopo Cristo lungo l’antico collegamento tra Rhegion e Locri Epizefiri.

La villa raggiunse il massimo splendore nel IV secolo, quando venne ampliata con ambienti residenziali e termali. Scoperta casualmente nel 1963 durante i lavori per un acquedotto, conserva la più vasta concentrazione di pavimenti musivi finora documentata in Calabria.

Tra gli spazi più rappresentativi si distingue la Sala delle Nereidi, decorata con figure marine e animali fantastici. Le terme conservano inoltre tracce del sistema di riscaldamento a ipocausto, testimonianza dell’elevata capacità tecnologica raggiunta dall’architettura romana.

La partecipazione al censimento punta ad ampliare la conoscenza del sito e a rafforzarne la tutela e la valorizzazione.

La Cappella dei Nobili nel centro storico di Cosenza

Nel cuore della parte antica di Cosenza, nascosta in un cortile alle spalle della Cattedrale, si trova la Cappella dei Nobili, conosciuta anche come chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.

L’edificio viene generalmente attribuito al primo quarto del Quattrocento, pur presentando elementi che potrebbero rimandare a fasi ancora più antiche. Sorge su un livello rialzato rispetto a piazza Toscano ed è collegato al complesso del Duomo attraverso percorsi interni.

La chiesa divenne nel tempo il punto di riferimento della confraternita dei nobili cittadini. Al suo interno si trova anche una cripta, tradizionalmente indicata come luogo di sepoltura delle famiglie aristocratiche cosentine.

Nonostante alcuni interventi di recupero, la struttura versa ancora in condizioni di forte degrado. La candidatura sostenuta dalle associazioni impegnate nel centro storico vuole riportare l’attenzione su un monumento poco conosciuto e favorirne la restituzione alla fruizione pubblica.

Il Lanificio Filomarino, memoria industriale della Sila

A San Giovanni in Fiore la mobilitazione riguarda il Lanificio Filomarino, antico opificio tramandato dalla stessa famiglia per quattro generazioni e custode di un patrimonio di archeologia industriale raro nel panorama calabrese.

All’interno sono ancora presenti macchinari ottocenteschi, alcuni dei quali realizzati con componenti in ghisa provenienti dalle Reali Ferriere di Mongiana e dalle antiche fonderie cosentine. Tra le apparecchiature più significative figura anche un motore Siemens del 1906.

La lavorazione della lana era strettamente legata alle risorse della Sila: le fibre venivano lavate con l’acqua delle sorgenti locali, povera di calcare e capace di conservarne qualità e lucentezza. Durante il periodo dell’autarchia, gli impianti furono adattati anche alla lavorazione della fibra ottenuta dalla ginestra calabra.

La candidatura punta alla creazione di un futuro Museo della Cardatura e della Filatura, con l’obiettivo di preservare la memoria tecnica, artigianale e produttiva della montagna silana.

Palazzo Gagliardi-De Riso, una dimora da salvare a Vibo

A Vibo Valentia il luogo che sta raccogliendo più consensi è Palazzo Gagliardi-De Riso, dimora nobiliare costruita nei primi decenni dell’Ottocento.

Nato come foresteria per accogliere gli ospiti illustri della famiglia Gagliardi, l’edificio divenne successivamente la residenza principale del casato e un importante punto di riferimento culturale. La struttura presenta una corte interna, un monumentale scalone, sale decorate, vetrate colorate e arredi storici.

Il palazzo è legato soprattutto alla figura di Caterina De Blasio, moglie del marchese Enrico Gagliardi, che nella seconda metà dell’Ottocento trasformò la dimora in un salotto frequentato da intellettuali, musicisti e personalità della società calabrese.

Attualmente chiuso al pubblico, l’edificio è interessato da un progressivo deterioramento. In particolare, le infiltrazioni provenienti da una parte crollata del tetto rischiano di compromettere gli ambienti interni e il salone di rappresentanza. Il comitato “Salviamo Palazzo Gagliardi-De Riso” punta a favorire il recupero dell’immobile e la sua restituzione alla collettività.

Il voto come strumento di partecipazione

La presenza di cinque beni calabresi nelle prime posizioni provvisorie dimostra come il censimento rappresenti non soltanto una competizione, ma anche uno strumento di partecipazione civile.

Ogni candidatura nasce dal rapporto tra un luogo e la comunità che lo considera parte della propria storia. Le preferenze raccolte possono accendere l’attenzione su edifici chiusi, siti poco accessibili e testimonianze che rischiano di scomparire.

Dalle grotte preistoriche agli opifici industriali, passando per ville romane, cappelle e palazzi nobiliari, la Calabria presenta un patrimonio diffuso che attende di essere conosciuto e tutelato. Il censimento offre alle comunità la possibilità di trasformare l’affetto per questi luoghi in progetti concreti di recupero e valorizzazione.