Il rapporto OCSE PISA 2025 fotografa un forte problema di frequenza scolastica in Italia. Il dato nazionale preoccupa anche guardando alla Calabria, dove restano significative le fragilità legate agli apprendimenti e alla dispersione

Sei studenti su dieci hanno saltato almeno un giorno

Assenze e lezioni saltate continuano a rappresentare una delle criticità della scuola italiana. Secondo i risultati dell’indagine OCSE PISA 2025, circa il 63% degli studenti quindicenni italiani ha dichiarato di essere rimasto assente per almeno un’intera giornata nelle due settimane precedenti lo svolgimento della prova. Una percentuale quasi tripla rispetto alla media dei Paesi OCSE, ferma al 22%. Il 43% degli studenti italiani ha inoltre riferito di aver saltato almeno una singola lezione, contro una media internazionale del 24%, mentre il 44% ha dichiarato di essere arrivato almeno una volta in ritardo a scuola. Su quest’ultimo indicatore l’Italia si colloca invece sotto la media OCSE, pari al 50%. Il confronto storico mostra un fenomeno in crescita: nel 2022 la quota di ragazzi che aveva saltato almeno un giorno era del 61%, mentre nel 2018 si attestava al 57%.

L’indagine ha coinvolto quasi 9mila studenti italiani

PISA è una delle principali rilevazioni internazionali dedicate alle competenze e alle condizioni scolastiche degli adolescenti. Nell’edizione 2025 hanno partecipato oltre 760mila studenti, rappresentativi di circa 33 milioni di quindicenni distribuiti in 91 Paesi ed economie. In Italia la valutazione ha interessato 8.946 ragazzi appartenenti a 285 scuole, un campione rappresentativo di circa 507mila quindicenni. L’attenzione dell’indagine 2025 è stata concentrata soprattutto sulle scienze, affiancate da matematica, lettura e nuove competenze legate all’apprendimento digitale. L’OCSE sottolinea come una frequenza regolare rappresenti una condizione fondamentale per l’apprendimento: l’aumento delle assenze e delle lezioni saltate può infatti essere associato a un progressivo allontanamento degli studenti dalla vita scolastica e a minori opportunità formative.

Il dato nazionale accende l’attenzione anche sulla Calabria

La scheda italiana di PISA 2025 non fornisce una percentuale specifica sull’assenteismo degli studenti calabresi, ma il quadro nazionale assume particolare rilievo anche per una regione che continua a confrontarsi con importanti fragilità educative. I dati territoriali disponibili sulla dispersione scolastica implicita, che misura gli studenti che completano il percorso senza raggiungere competenze considerate adeguate, mostrano infatti come la Calabria continui a presentare livelli superiori alla media italiana. L’Osservatorio regionale sull’Istruzione evidenzia inoltre persistenti difficoltà negli apprendimenti, soprattutto in italiano e matematica, nonostante alcuni segnali di miglioramento registrati negli ultimi anni.

Assenze frequenti, difficoltà negli apprendimenti e rischio di dispersione sono fenomeni differenti, ma possono concorrere a descrivere una fragilità più ampia nel rapporto tra giovani e scuola. Per la Calabria, come per il resto del Paese, la sfida passa quindi non soltanto dal riportare gli studenti stabilmente in classe, ma anche dalla capacità di rendere la scuola un luogo nel quale restare, partecipare e costruire competenze reali.

Studenti seduti sui banchi di scuola