Sanità, in Calabria il crollo più pesante dei posti letto: persi oltre sei su dieci
Istat fotografa la crisi dell’offerta sanitaria: dal 1996 al 2023 la regione registra un calo del 61,2%, il dato peggiore in Italia
La Calabria è la regione italiana che, negli ultimi trent’anni, ha subito la riduzione più marcata dei posti letto in sanità. A evidenziarlo è l’Istat nel corso di un’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera sull’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni.
Secondo i dati illustrati da Nicoletta Panuzzi, della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare dell’Istat, tra il 1996 e il 2023 in Italia i posti letto sono passati da 358.309 a 176.317, con una perdita superiore al 50%. Il calo ha riguardato soprattutto il settore pubblico, dove la riduzione è stata del 53,7%, mentre nel privato accreditato si è fermata al 38,4%.
Il dato più allarmante riguarda proprio la Calabria, che segna una contrazione del 61,2%, la più alta a livello nazionale. Una fotografia che pesa su un sistema sanitario regionale già segnato da carenze strutturali, difficoltà organizzative, mobilità passiva e liste d’attesa che continuano a rappresentare uno dei nodi più critici per i cittadini.
Il confronto con il resto del Paese rende ancora più evidente la portata del problema. Se la Calabria registra il peggior arretramento, la Valle d’Aosta è la regione con il calo più contenuto, pari al 20,7%. Una distanza che conferma come la riduzione dell’offerta sanitaria non abbia colpito tutti i territori nello stesso modo, acuendo le disuguaglianze tra Nord e Sud.
Nel corso dell’audizione, l’Istat ha richiamato anche un altro fronte di criticità: la riduzione dei medici di medicina generale e l’invecchiamento del personale sanitario. I medici di famiglia erano 37mila nel 2024, circa 8mila in meno rispetto al 2013. Inoltre, una quota rilevante di medici, infermieri e pediatri si colloca nelle fasce d’età più avanzate, elemento che rischia di aggravare ulteriormente la tenuta del sistema nei prossimi anni.
Sul piano economico, la spesa sanitaria nel 2025 ha raggiunto i 190,1 miliardi di euro, pari all’8,4% del Pil. Di questi, 140,8 miliardi riguardano la spesa pubblica, pari al 74,1% del totale. Ma per la Calabria il tema centrale resta la capacità di trasformare le risorse in servizi effettivi, presidi funzionanti e risposte tempestive ai bisogni dei cittadini.
Il dato sui posti letto consegna dunque un messaggio chiaro: la crisi della sanità calabrese non è solo una questione di percezione, ma trova conferma nei numeri. La sfida, ora, è invertire una tendenza che in trent’anni ha ridotto in modo drastico la capacità di risposta del sistema sanitario regionale.