La locandina della mostra
La locandina della mostra

Prenderà il via mercoledì 17 giugno 2026, alle ore 18:30, al Museo del Presente di Rende, la mostra “Omaggio a Tonino Sicoli. Tra Rivoluzione e Ritorno. L’arte italiana dalla svolta degli anni Venti alla dialettica tra Astrattismo e Realismo”, curata da Roberto Sottile.

L'iniziativa, promossa dall'Amministrazione comunale di Rende guidata dal sindaco Sandro Principe, nasce come un sentito omaggio alla figura di Tonino Sicoli, critico e storico dell'arte scomparso nel 2021, il cui lavoro ha rappresentato un punto di riferimento per la valorizzazione dell'arte moderna e contemporanea in Calabria e non solo.

L'esposizione intende ricordarne il rigore scientifico, l'impegno culturale e la costante attività di ricerca, proseguendo idealmente quel percorso critico e curatoriale che ha segnato profondamente la storia culturale della città.

Un viaggio nell'arte italiana tra rivoluzione e ritorno

La mostra propone una ricognizione storico-artistica che attraversa quasi mezzo secolo di storia dell'arte italiana, dalla svolta degli anni Venti fino alla fine degli anni Sessanta del Novecento.

Il percorso espositivo analizza le principali correnti che hanno caratterizzato un periodo di straordinaria trasformazione culturale, nel quale la produzione artistica si è affermata sia come strumento di sperimentazione e rottura, sia come occasione di recupero della memoria e della tradizione figurativa.

Il concetto di “rivoluzione” richiama le esperienze delle avanguardie e delle ricerche astratte, mentre il “ritorno” rappresenta la riscoperta della realtà, del corpo e della dimensione storica. Ne emerge un panorama complesso, attraversato da tensioni, sovrapposizioni e continui cambiamenti che sfuggono a qualsiasi interpretazione lineare.

L'eredità culturale delle grandi rassegne del Museo del Presente

L'iniziativa si inserisce nel solco delle ricerche che Tonino Sicoli ha dedicato al Novecento italiano e richiama idealmente due importanti esposizioni da lui ideate e curate per il Museo del Presente: “Il Primo Novecento e il ritorno all'ordine” e “Il Secondo Novecento”.

L'obiettivo è quello di mantenere vivo un metodo di studio e di approfondimento che ha contribuito a rendere il museo rendese uno dei principali poli culturali del Mezzogiorno dedicati all'arte contemporanea.

In esposizione protagonisti dell'arte italiana del Novecento

La mostra riunisce opere di alcuni tra i più significativi protagonisti dell'arte italiana del secolo scorso. Tra gli artisti presenti figurano Rodolfo Aricò, Mario Ballocco, Vasco Bendini, Vinicio Berti, Dadamaino, Sergio Dangelo, Gianni Bertini, Gianni Dova, Mattia Moreni, Bruno Munari, Luigi Russolo, Angelo Savelli, Carmelo Savelli, Gino Severini, Giulio Turcato, Tino Vaglieri e Venturino Venturi, insieme a numerosi altri autori che hanno contribuito all'evoluzione del linguaggio artistico nazionale.

Attraverso le loro opere viene raccontata la profonda trasformazione della figurazione italiana, dal legame con le istanze classiciste e celebrative del primo Novecento fino alle molteplici forme espressive nate nel secondo dopoguerra.

Il Novecento tra memoria, sperimentazione e nuove visioni

Particolare attenzione viene dedicata al periodo compreso tra il 1940 e il 1960, quando il panorama artistico italiano si arricchisce di esperienze differenti che spaziano dal realismo esistenziale all'astrattismo informale, fino alle nuove forme di figurazione.

In questi anni prende forma una dialettica intensa tra contenuto e linguaggio, tra materia e pensiero, tra memoria storica e aspirazione al cambiamento. Gli artisti si confrontano con le ferite lasciate dalla guerra e con la crisi delle grandi certezze ideologiche, dando vita a percorsi originali e spesso divergenti.

In quello che viene definito un “secolo spezzato”, l'arte diventa così uno spazio di resistenza culturale e di sopravvivenza simbolica, capace di tenere insieme distruzione e ricostruzione, trauma e speranza, memoria e futuro. Una riflessione che trova nella figura di Tonino Sicoli un interprete attento e appassionato, cui la città di Rende dedica oggi un tributo destinato a lasciare un segno nel panorama culturale calabrese.