Domenico Giannetta
Domenico Giannetta

«Non risponderò agli insulti con altri insulti, perché credo che la politica debba occuparsi di idee, territori e persone, non di etichette lanciate contro chi compie liberamente una scelta diversa». Lo afferma in una nota il consigliere regionale Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale alla Camera nelle elezioni suppletive di Reggio Calabria. Giannetta sostiene che Futuro Nazionale stia crescendo in termini di attenzione e consenso e ritiene che proprio questo stia alimentando tensioni e nervosismo nel centrodestra. Secondo il consigliere regionale, inoltre, la candidatura di Fabio Roscioli non convincerebbe una parte significativa dell’elettorato, che chiederebbe maggiore rappresentanza territoriale e autonomia nelle scelte.

La replica alle parole di Occhiuto

Le dichiarazioni di Giannetta arrivano dopo l’intervento del presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, che durante la presentazione della candidatura di Fabio Roscioli aveva parlato di «mercenari e traditori», sottolineando che con loro «le battaglie non si vincono». Giannetta replica rivendicando la propria scelta politica: «Sono un uomo libero e da uomo libero ho scelto di candidarmi con Futuro Nazionale». Il consigliere ricorda di aver lasciato volontariamente il ruolo di capogruppo di Forza Italia e ribadisce che la decisione non cambierà dopo le elezioni, qualunque sia il risultato. «Non ho tradito io Forza Italia. Ma Forza Italia ha tradito me», afferma, aggiungendo di considerare ormai conclusa quella stagione politica.

Lo sguardo verso Futuro Nazionale

Giannetta dice ora di voler guardare avanti e punta sulla crescita di Futuro Nazionale. «Vedo un Futuro che ogni giorno acquista consistenza, consenso e forza», sostiene il candidato, richiamando anche l’attesa per l’arrivo del generale Roberto Vannacci in Calabria, previsto domenica prossima a Siderno. Per Giannetta l’obiettivo è costruire una rappresentanza politica capace di partire dal territorio e tornare al territorio, senza trasformare il confronto elettorale in una disputa personale. «A testa alta, senza fare un solo passo indietro», conclude il consigliere regionale.