Cosenza, incontro con gli attivisti No Ponte: “Le risorse vadano a sanità e sicurezza del territorio”
L’appuntamento per discutere e organizzare l’opposizione al cosiddetto “modello Ponte di Messina” è fissato per sabato 28 febbraio 2026
La Base si organizza per dire “no” al Ponte. Il ciclone Harry e i recentissimi eventi climatici estremi che hanno colpito la provincia di Cosenza e il centro-nord della Calabria riaccendono il dibattito sulle priorità per il territorio. Secondo gli attivisti e le attiviste del movimento contrario al Ponte sullo Stretto di Messina, quanto accaduto nelle ultime settimane dimostra in modo evidente la fragilità strutturale della regione e l’urgenza di investimenti diversi rispetto alla grande opera.
Frane, allagamenti in inverno e siccità estrema nei mesi estivi: piccoli e grandi centri del Sud Italia – sottolineano – sono sempre più esposti al dissesto idrogeologico. Una condizione che rende questi territori “fragili, sacrificabili e mal amministrati”, dove vivere diventa ogni anno più difficile.
Alla vulnerabilità ambientale si aggiunge, secondo il comunicato diffuso dagli organizzatori, una carenza sistematica di servizi essenziali. La sanità pubblica viene definita sempre più impoverita, con conseguenze drammatiche per i cittadini; in molti comuni l’acqua manca a causa di infrastrutture obsolete; diverse arterie stradali principali sono descritte come insicure, con gravi rischi quotidiani per chi le percorre.
In questo contesto, il progetto del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia viene indicato come simbolo di “speculazione e sfruttamento del Meridione”. L’opera, sostenuta dal governo guidato da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, con il supporto della giunta regionale presieduta da Roberto Occhiuto, viene giudicata dagli attivisti inutile e ambientalmente devastante.
Secondo il movimento No Ponte, le risorse previste per l’infrastruttura dovrebbero essere destinate a ospedali, messa in sicurezza del territorio, lavoro e servizi pubblici. “Qui le priorità sono altre”, si legge nella nota, che accusa ancora una volta i governi succedutisi negli anni di proporre per il Sud un modello basato su sfruttamento delle risorse, emigrazione della forza lavoro e turismo concentrato in poche settimane l’anno.
L’appuntamento per discutere e organizzare l’opposizione al cosiddetto “modello Ponte di Messina” è fissato per sabato 28 febbraio 2026 alle ore 17.00, a La Base, in via Macallè a Cosenza. All’incontro parteciperanno attivisti e attiviste No Ponte provenienti da Messina e Reggio Calabria, con l’obiettivo di rafforzare una mobilitazione che, assicurano, continuerà nei prossimi mesi.