San Giovanni in Fiore verso il ballottaggio, Ambrogio in vantaggio sfida Barile e i suoi
Il candidato del centrodestra si presenta al secondo turno forte del risultato del primo turno e di una campagna incentrata su opere e programmi. Sul fronte opposto una coalizione eterogenea unita dall'obiettivo di impedirne l'elezione
Marco Ambrogio corre verso la vittoria nel ballottaggio del 7 e 8 giugno a San Giovanni in Fiore. A pochi giorni dal voto, il candidato del centrodestra appare in vantaggio in una sfida che, più che tra due programmi alternativi, si è trasformata nel confronto tra una proposta di continuità amministrativa e un fronte politico costruito quasi esclusivamente in funzione anti-Ambrogio.
La coalizione che sostiene Antonio Barile
Il primo dato è politico. Intorno ad Antonio Barile, ex sindaco forzista di San Giovanni in Fiore, si è raccolto uno schieramento composito che va dall’ex sindaco Giuseppe Belcastro alla sinistra radicale di Luigi Candalise, fino al Partito Democratico. Una convergenza che fino a poche settimane fa sarebbe sembrata improbabile. Belcastro, già segretario cittadino del Pd, fu infatti tra i protagonisti della stagione politica che portò alla caduta anticipata dell’amministrazione Barile attraverso le dimissioni dei consiglieri comunali. Oggi i due si ritrovano dalla stessa parte. A loro si è aggiunto il Candalise, che a ridosso del primo turno era stato addirittura attaccato duramente da Barile. Si è infine accodato il Pd locale, che però ha specificato in un comunicato che l’accordo con Barile riguarda esclusivamente il turno di ballottaggio.
Una campagna elettorale concentrata sulla figura di Ambrogio
L’elemento unificante dello schieramento che sostiene Barile non sembra una piattaforma programmatica condivisa. Ciò che unisce culture politiche, storie personali e percorsi politici molto diversi è soprattutto la volontà di impedire l’elezione di Ambrogio. Sin dall’avvio della campagna elettorale si è assistito a una mobilitazione politica e mediatica concentrata soprattutto sulla sua figura. Gli attacchi sono arrivati da più direzioni e spesso hanno insistito su un argomento identitario: Ambrogio sarebbe uno “straniero”, un uomo proveniente da Cosenza e dunque estraneo alla comunità sangiovannese.
Le opere realizzate e i progetti per il futuro
Il candidato del centrodestra ha invece scelto una linea diversa. Ha parlato delle opere realizzate dall’amministrazione uscente di cui è assessore, dei finanziamenti ottenuti, dei progetti in corso e delle iniziative previste per i prossimi anni. I temi centrali della sua proposta politica sono stati il potenziamento dell’ospedale attraverso una proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Rosaria Succurro insieme ai capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale, la realizzazione del ponte Gioacchino da Fiore, il completamento del lungolago di Lorica, il recupero del centro storico, le politiche sociali a favore dei più fragili, dall’assegnazione delle case all’assistenza personalizzata di anziani e disabili, la costruzione di nuovi impianti sportivi compreso un palaghiaccio, l’espansione del turismo attraverso la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e i progetti per nuove infrastrutture.
Il peso del risultato del primo turno
Anche il risultato del primo turno lo conferma. Le liste che sostengono Ambrogio hanno ottenuto una maggioranza ampia, segnale di un consenso che va oltre la sua candidatura personale. In una parte crescente dell’elettorato sembra inoltre maturata una certa insofferenza verso una campagna elettorale caratterizzata più dalle accuse che dalle proposte.
Stabilità amministrativa contro il fronte anti-Ambrogio
Proprio per questo il ballottaggio appare orientato. Da una parte c’è una coalizione nata attorno all’obiettivo di fermare Ambrogio; dall’altra un candidato che ha costruito la propria campagna sulle opere realizzate, sui progetti in corso e sulle prospettive future della città. Le urne avranno l’ultima parola. Tuttavia, dopo settimane di polemiche, attacchi personali e contrapposizioni, una parte significativa dell’elettorato sembra aver maturato la convinzione che San Giovanni in Fiore abbia bisogno soprattutto di stabilità amministrativa, credibilità istituzionale e capacità di governo. È su questo terreno che Marco Ambrogio si presenta alla sfida del secondo turno, con il vento in poppa e con concrete possibilità di diventare il primo cittadino.