San Giovanni in Fiore, il centrodestra: «Ambrogio garanzia di equilibrio istituzionale»
I dieci consiglieri di maggioranza espressione del centrodestra locale intervengono dopo l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Apertura al sindaco Barile, ma critiche all’abbandono dell’Aula durante il discorso di insediamento
L’elezione di Marco Ambrogio a presidente del Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore viene letta dai dieci consiglieri di maggioranza espressione del centrodestra locale come una garanzia di equilibrio istituzionale e come una possibile occasione di confronto tra tutte le forze politiche. In una nota, i consiglieri sottolineano come la condizione della cosiddetta anatra zoppa, in cui si trova ad amministrare il sindaco Antonio Barile con la sua giunta, possa non rappresentare necessariamente un ostacolo. Al contrario, secondo il gruppo, potrebbe trasformarsi in un’opportunità se prevarranno rispetto reciproco, senso delle istituzioni e disponibilità a convergere su punti specifici nell’interesse della comunità.
Apertura al sindaco, ma con metodo critico
I consiglieri richiamano le parole pronunciate da Ambrogio nel suo primo intervento da presidente del Consiglio comunale, incentrate sulla necessità di collaborazione nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori. Nella nota viene riconosciuto che Antonio Barile è stato eletto sindaco e che ora ha il diritto e il dovere di governare. Allo stesso tempo, il centrodestra rivendica il proprio ruolo in Aula, dichiarando di voler contribuire in modo costruttivo all’azione amministrativa, ma mantenendo uno sguardo critico, senza riserve, pregiudizi o timori politici. Per i consiglieri, la continuità istituzionale resta un valore da preservare e un principio fondamentale dell’attività di governo.
Le critiche all’uscita dall’Aula e il caso Gentile
La nota registra però anche un passaggio giudicato negativamente: l’abbandono dell’Aula da parte del sindaco e della giunta durante il discorso di insediamento del presidente Ambrogio. Un comportamento definito poco istituzionale, perché, sostengono i consiglieri, la grammatica delle istituzioni non può essere piegata a logiche da campagna elettorale o da social network. Viene inoltre evidenziato il caso politico di Marco Gentile, eletto nella maggioranza di centrodestra e nella lista di Forza Italia, ma poi avvicinatosi alla compagine avversaria, dalla quale avrebbe ricevuto voti come candidato alla presidenza del Consiglio comunale. Una scelta definita libera, ma incomprensibile. I consiglieri concludono assicurando la volontà di continuare a lavorare con spirito di servizio e collaborazione per garantire ai cittadini sangiovannesi servizi, diritti e risposte concrete.