Addio a Fabio Petrolo, si spegne a 32 anni dopo una lunga battaglia
Il giovane è morto all’ospedale Niguarda di Milano dopo mesi di ricoveri e interventi: profondo il cordoglio della famiglia e della comunità sportiva locale
Per mesi la speranza è rimasta accesa, sostenuta da piccoli segnali di miglioramento e dalla forza di una famiglia che non ha mai smesso di credere in un epilogo diverso. Ma ieri pomeriggio, all’ospedale Ospedale Niguarda, si è conclusa la battaglia di Fabio Petrolo, trentadue anni, colpito da una grave patologia improvvisa poco prima delle festività natalizie. Un malore inizialmente apparso non allarmante aveva dato avvio a un rapido peggioramento delle sue condizioni, trasformando in poche settimane la quotidianità in un percorso doloroso e incerto. Attorno a lui, fino all’ultimo, l’affetto dei genitori e dei fratelli, provati da una sofferenza che ha segnato profondamente l’intera famiglia.
Un lungo percorso tra ospedali e interventi
Il giovane era stato ricoverato inizialmente all’ospedale Ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, dove i medici avevano diagnosticato una forma particolarmente aggressiva di pancreatite. In seguito era stato trasferito al Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e, successivamente, a Milano, nel tentativo di offrirgli cure sempre più specialistiche. Ha affrontato diversi interventi chirurgici e momenti di apparente ripresa, ma le sue condizioni non sono mai diventate davvero stabili. Nonostante la determinazione e la voglia di tornare alla normalità, il quadro clinico si è progressivamente aggravato fino al tragico epilogo.
Il ricordo di un ragazzo solare e appassionato di sport
La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente non solo i familiari, ma anche amici, conoscenti e il mondo sportivo locale. Fabio era conosciuto per il suo carattere aperto e genuino, per il sorriso costante e per la disponibilità verso gli altri. Aveva militato in diverse realtà calcistiche del territorio, distinguendosi come portiere e lasciando ovunque un ricordo positivo. Nella vita quotidiana lavorava nell’officina di famiglia accanto al padre, condividendo con lui impegno e passione. I messaggi di cordoglio, arrivati anche dalle istituzioni locali, raccontano di un giovane capace di lasciare un segno autentico nella comunità. Un segno fatto di semplicità, lealtà e umanità, destinato a restare vivo nella memoria di chi lo ha conosciuto.