Si apre con un grido di profonda indignazione la nota ufficiale con cui Coldiretti Calabria commenta la tragica morte dei quattro braccianti stranieri ad Amendolara, uccisi e arsi vivi all'interno di un minivan. L'associazione definisce l'episodio un orrore inimmaginabile che scuote nel profondo le coscienze dell'intera comunità nazionale. Nel porgere il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime, l'organizzazione ci tiene a tracciare un confine netto, sottolineando che questo dramma è un atto puramente criminale e disumano che non ha nulla a che vedere con il mondo delle campagne e con i valori delle centinaia di migliaia di imprese agricole che operano quotidianamente nella legalità.

Sul tema è intervenuto direttamente il presidente regionale di Coldiretti, Franco Aceto, definendo la vicenda una ferita profondissima per tutta la regione, che provoca immenso dolore e rabbia. Aceto ha rimarcato che quanto accaduto non può essere confuso con l'agricoltura calabrese sana, la quale crea lavoro regolare, dignitoso e trasparente. Ha inoltre espresso pieno sostegno alla decisione della Regione Calabria di costituirsi parte civile nel futuro processo, ricordando che di fronte a quattro vite spezzate in modo così atroce non bastano le parole, ma serve un impegno comune, concreto e permanente.

Per rispondere a questa emergenza, Coldiretti invoca un deciso potenziamento dei controlli incrociati e delle azioni di contrasto al lavoro irregolare. L'obiettivo è colpire senza esitazioni chi opera fuori dalle regole, tutelando sia i diritti dei lavoratori sia le aziende oneste che subiscono una pesante concorrenza sleale.

A questo proposito, l'organizzazione ha ricordato di essere stata in prima fila nel sostenere l'introduzione della legge nazionale numero 199 del 2016 contro il caporalato, che ha modificato l'articolo 603-bis del Codice penale introducendo il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Questa normativa, considerata tra le più avanzate in Europa, rappresenta uno strumento indispensabile poiché definisce chiaramente lo sfruttamento e punisce severamente sia i caporali che gli imprenditori con il carcere e pesanti multe. La legge permette inoltre di colpire direttamente i patrimoni aziendali attraverso lo strumento della confisca e offre tutele concrete ai lavoratori sfruttati grazie a un apposito fondo anti-tratta.

La battaglia di Coldiretti contro l'illegalità nelle campagne prosegue quotidianamente anche attraverso le attività della Fondazione Osservatorio Agromafie. Attraverso il monitoraggio costante, lo studio del fenomeno e le campagne di sensibilizzazione, l'associazione punta a rendere la filiera agroalimentare sempre più trasparente, ribadendo che la legalità, il rispetto della persona e la tutela della vita umana rimangono principi non negoziabili per il futuro del Paese.