Occhiuto al presidio di protesta
Occhiuto al presidio di protesta

​La mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori continua a far discutere, ma in Calabria il dibattito si sposta sui tempi e sui possibili rischi economici a lungo termine. A fare il punto della situazione è stato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine di un evento pubblico. ​Il governatore ha voluto distinguere chiaramente la modalità delle proteste locali da altri episodi recenti di disordine pubblico, rivolgendo un appello al senso di responsabilità di chi sta manifestando.

​Il plauso alla civiltà delle proteste locali

​Nel suo intervento, Occhiuto ha espresso un chiaro apprezzamento per il comportamento tenuto finora dai lavoratori del settore in regione, mettendolo in contrapposizione con quanto accaduto in altre realtà urbane. ​"Ho espresso apprezzamento agli autotrasportatori e agli agricoltori perché hanno protestato in maniera più civile che a Milano, dove dei teppisti hanno infranto le vetrine dei negozi per rubare delle scarpe alla moda", ha dichiarato il governatore. ​Tuttavia, il presidente della giunta regionale ha sottolineato come la fase delle rivendicazioni debba ora trovare una sintesi: "Ora però forse è il tempo che tutti capiscano che queste proteste devono avere un termine".

​Gli investimenti della Regione: 15 milioni dall'avanzo di bilancio

​Per supportare concretamente le categorie in difficoltà, la Regione Calabria ha già messo in campo risorse significative attinte dai propri bilanci. ​"Per autotrasportatori e agricoltori la Regione ha già fatto il massimo decidendo di investire 15 milioni di euro del suo avanzo", ha spiegato Occhiuto, evidenziando la solidità finanziaria dell'ente. "La Calabria è una regione che ha un avanzo di 300 milioni che ci consente appunto di fare cose come queste".

​Il rischio di mercato e la concorrenza estera

​Il punto centrale del richiamo del governatore riguarda le conseguenze indirette che un blocco continuato delle merci potrebbe causare al tessuto produttivo calabrese. L'interruzione della catena di distribuzione rischia infatti di favorire i competitor stranieri. ​"Se in un supermercato di Milano o di Torino non arrivano più le arance calabresi, non è che quel supermercato non compra le arance: magari le compra dalla Spagna o dal Marocco", ha ammonito il presidente.​Il pericolo, secondo Occhiuto, non è solo commerciale ma riguarda anche il consenso dell'opinione pubblica: "Se queste proteste continuano ad oltranza, il rischio è che anche la solidarietà dei cittadini con autotrasportatori e agricoltori presto si esaurisca".

​L'appello a Governo, Europa e manifestanti

​In conclusione, il governatore ha tracciato la strada per una soluzione istituzionale della vertenza, richiamando in causa sia le istituzioni centrali che quelle comunitarie: "Spero che il governo, insieme alla Regione — ma soprattutto l'Europa che deve dare flessibilità —, faccia tutto quello che è necessario per farsi carico delle istanze degli autotrasportatori. Confido molto anche sul senso di responsabilità di quelli che stanno protestando".