Ponte sullo Stretto, i deputati M5S attaccano dopo l’inchiesta «Quadro desolante, il progetto va fermato»
Orrico, Baldino e Tucci intervengono sulle indagini della Procura di Roma. «L’opera è stata bocciata da diversi organismi, le risorse servono per affrontare le emergenze del Paese».
L’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto continua ad alimentare il confronto politico attorno all’opera. Dopo le dichiarazioni dell’europarlamentare Pasquale Tridico, intervengono anche i deputati calabresi del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico, Vittoria Baldino e Riccardo Tucci, che parlano di un “quadro desolante” alla luce delle ipotesi investigative emerse.
Nel mirino dei parlamentari pentastellati vi sono le contestazioni formulate dalla Procura capitolina, che riguardano presunti episodi di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio collegati all’iter di approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina.
Le critiche all’iter dell’opera
Secondo i tre deputati, pur non spettando alla politica accertare eventuali responsabilità giudiziarie, gli sviluppi dell’inchiesta mostrerebbero come vi siano stati tentativi di favorire la realizzazione dell’opera nonostante le criticità evidenziate nel corso degli anni.
Orrico, Baldino e Tucci richiamano inoltre le valutazioni espresse da organismi europei, nazionali e dalla Corte dei Conti, sostenendo che il progetto presenti elementi tali da giustificare uno stop definitivo. Per gli esponenti del Movimento 5 Stelle, il Governo e le amministrazioni favorevoli all’opera continuerebbero invece a sostenerla con una forte determinazione politica nonostante le contestazioni emerse.
Nomine e utilizzo delle risorse pubbliche
Nella nota diffusa dai parlamentari viene inoltre criticata la gestione della società concessionaria del Ponte. I deputati parlano di un susseguirsi di nomine politiche e tornano a denunciare quello che definiscono un utilizzo improprio di risorse pubbliche, tema già oggetto di una recente interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle.
Secondo i tre esponenti calabresi, le risorse destinate all’opera potrebbero essere impiegate in maniera più efficace per affrontare alcune delle principali emergenze che interessano il Paese.
La richiesta di investimenti sulle priorità dei cittadini
Nelle conclusioni della loro presa di posizione, Orrico, Baldino e Tucci ribadiscono la contrarietà del Movimento 5 Stelle alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, sostenendo che i fondi pubblici dovrebbero essere indirizzati verso interventi capaci di incidere concretamente sulla vita dei cittadini.
Tra le priorità indicate figurano il contrasto al carovita, il sostegno alle famiglie e alle imprese e misure per affrontare il peso crescente dei costi energetici. Un nuovo affondo politico che si inserisce nel dibattito nazionale sull’opera, mentre le indagini della Procura di Roma proseguono per fare piena luce sui fatti oggetto dell’inchiesta.