Mimí, la donna che ha cantato ciò che le altre non potevano dire
Sfiorando ogni sfumatura dell’essere femminile, Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimí, è stata il faro su quello che era la posizione ed il ruolo della donna nei primi anni ‘80
“Donna come un mazzo di fiori, quando è sola ti fanno fuori. Donna cosa succederà quando a casa non tornerà”. Una voce idilliaca che accompagna il dramma ed il peso di un’anima fragile. L’inconfondibile Mia Martini ha fatto della sua carriera musicale una vera e propria testimonianza di forza e fragilità, di crudezza e sensibilità. Sfiorando ogni sfumatura dell’essere femminile, Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimí, è stata il faro su quello che era la posizione ed il ruolo della donna nei primi anni ‘80. Nata a Bagnara Calabra, il filo conduttore di ogni suo brano è il bisogno famelico d’amore in contrasto con la necessità di fuga, indipendenza e lotta. Le radici calabresi hanno pesato sin dai primi anni di vita, in un’epoca in cui la struttura familiare verteva sul patriarcato. Non a caso, le sorelle Bertè descriveranno il rapporto con il padre come violento e fortemente conflittuale. “Sono stata anch’io bambina, di mio padre innamorata, per suo sbaglio sempre sola, la sua figlia sgangherata” recita in “Gli uomini non cambiano”. Un rapporto che ha affilato fortemente la sensibilità e la fragilità di Mimi, che scomparirà tragicamente nel ‘95 per cause ancora misteriose. Con l’esordio in “Piccolo uomo”, Mia Martini si farà spazio in una scena musicale nettamente in contrasto con quello che era il suo messaggio, dando voce a quella “piccola donna” che, in un angolo, aspettava d’essere finalmente vista e amata. Un’espressione sonora e artistica totalmente personale e sui generis, che ha incarnato perfettamente l’anima della cantante calabrese, nonostante essa non fosse - spesso - autrice degli stessi testi, incarnando una nudità che non ha lasciato spazio al l’interpretazione, ma ha descritto a gran voce la situazione emotiva e sociale di tantissime donne dell’epoca. “Donna fatti saltare addosso, in quella strada nessuno passa. Donna fatti legare al palo e le tue mani non fanno male”. Con Donna, Mia Martina esprime con coraggio ogni sfaccettatura della donna del XX secolo. Sottomessa, svalutata e senza possibilità di ribellione, una “donna marionetta” che, silenziosa, subiva abusi, angustie e violenza. Entrando nelle quattro mura delle case del tempo, Mia Mattina ha bruciato i tetti del nido familiare e ne ha smascherato le nefandezze, nel dolce grido di una canzone. Le carezze rivoluzionarie di Mia Martini sono la testimonianza di una donna che ha fatto delle sue cicatrici la sua forma artistica. In un’epoca in cui non poteva parlare, quelle cose le ha cantate. Ed ha lasciato ad ogni donna la staffetta. Continuiamo a correre. Ciao Mimí