Cuculi di Pasqua, il dolce cosentino che unisce tradizione, famiglia e memoria
Tra riti domestici, simboli antichi e lavorazioni tramandate, i cuddruri restano uno dei segni più autentici della Pasqua in provincia di Cosenza
In molte case della provincia di Cosenza l’avvicinarsi della Pasqua coincide con la preparazione dei cuculi o cuddruri, dolci tradizionali che rappresentano uno dei simboli più riconoscibili della cultura gastronomica locale. Non si tratta soltanto di un prodotto da forno, ma di un vero e proprio rito familiare che unisce generazioni, spesso realizzato nelle settimane che precedono le festività. Le forme intrecciate, le colombine e le decorazioni con uova sode richiamano simboli antichi legati alla rinascita e alla vita, elementi che nella tradizione popolare si fondono con il significato religioso della Pasqua. Ancora oggi, in molti centri, è possibile vedere famiglie intere riunite attorno al tavolo per lavorare l’impasto, ripetendo gesti tramandati da nonne e bisnonne.
Ingredienti semplici e lavorazione artigianale che resistono nel tempo
La base dei cuddruri cosentini è una pasta frolla rustica preparata con ingredienti semplici e facilmente reperibili, come farina, uova, zucchero, strutto, latte e scorza di limone, a cui si aggiunge il lievito per ottenere una consistenza morbida e lavorabile. Ciò che rende questo dolce unico non è tanto la ricetta, rimasta sostanzialmente invariata nel tempo, quanto la lavorazione manuale e la cura nelle forme, che spesso assumono significati simbolici o affettivi. Le uova inserite nell’impasto, ad esempio, non hanno soltanto una funzione decorativa ma rappresentano un segno di prosperità e rinascita. In passato, e in alcuni casi ancora oggi, la cottura avveniva nei forni a legna tradizionali, un passaggio che conferiva al dolce un profumo e una fragranza difficili da replicare nei forni domestici moderni.
Tradizione, identità e valore culturale di un patrimonio gastronomico
Oggi i cuculi non sono soltanto un dolce domestico ma anche un elemento identitario che racconta la storia di un territorio. Sagre, eventi e iniziative culturali legate alle festività pasquali continuano a valorizzare queste preparazioni, riconoscendone il valore come patrimonio gastronomico e culturale. In un’epoca in cui molte abitudini rischiano di perdersi, la preparazione dei cuddruri rappresenta un esempio concreto di come la cucina tradizionale riesca ancora a trasmettere memoria, appartenenza e senso di comunità. Ogni famiglia custodisce varianti, piccoli segreti e interpretazioni personali, ma il significato resta lo stesso. Non è soltanto un dolce, ma un gesto che unisce passato e presente, mantenendo vivo un legame profondo con le radici della Calabria.