REGGIO CALABRIA – Prosegue l’impegno della Regione Calabria a sostegno del comparto agricolo con una massiccia iniezione di liquidità. L’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, l'Arcea, ha infatti disposto il pagamento di circa 14 milioni di euro a favore degli agricoltori calabresi. I fondi, distribuiti tra la Domanda Unica per la Campagna 2025 e i diversi interventi del Piano strategico della Pac, segnano un importante traguardo temporale: l'amministrazione regionale è riuscita a completare con un mese di anticipo il pagamento di circa 63 milioni di euro complessivi, liquidando entro la fine di maggio somme la cui scadenza naturale era fissata per il 30 giugno.

I dettagli del provvedimento sono stati resi noti dall’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha evidenziato come queste risorse rappresentino un pilastro fondamentale per le imprese del territorio e, al contempo, confermino l’efficienza amministrativa raggiunta dal sistema burocratico regionale. Garantire tempestività nell’erogazione dei flussi finanziari, secondo l'esponente della giunta, significa offrire ossigeno e liquidità immediata alle aziende in una fase cruciale dell’annata agraria. In questo modo gli agricoltori possono programmare meglio le attività, sostenere gli investimenti e affrontare con maggiore serenità le sfide imposte dal mercato, massimizzando l’impatto economico del denaro sul territorio e rafforzando la competitività di tutto il settore.

Entrando nel merito delle cifre stanziate in questa tranche, la quota più consistente è rappresentata dagli oltre undici milioni e duecentomila euro destinati al pagamento dell’elenco numero nove della Domanda unica. La restante parte delle risorse, pari a circa due milioni e mezzo di euro, copre invece diverse misure specifiche legate alla sostenibilità e alla tutela del territorio. Tra queste spiccano gli oltre un milione e seicentomila euro per il mantenimento dell’agricoltura biologica e i fondi dedicati agli allevatori custodi dell’agrobiodiversità e al benessere animale, entrambi superiori ai trecentomila euro. Quote minori ma altrettanto strategiche sono state infine assegnate alla produzione integrata e agli impegni specifici per la riduzione delle emissioni di ammoniaca di origine zootecnica e agricola.