Il porto di Vibo Marina
Il porto di Vibo Marina

C’è un primo iscritto nel registro degli indagati per la morte di Domenico Campana, il 26enne originario di Cariati e residente a Mirto Crosia, deceduto venerdì 14 agosto dopo essere stato travolto da un gommone all’ingresso del porto di Vibo Marina.

Si tratta di un professionista di 36 anni, residente a Bologna, che secondo quanto ricostruito era alla guida del mezzo coinvolto nell’impatto. Il gommone, dotato di un motore da 300 cavalli, sarebbe stato condotto dall’uomo, regolarmente in possesso di patente nautica.

La Procura di Vibo Valentia procede per l’ipotesi di omicidio nautico. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto nell’ambito degli accertamenti e non equivale a un’affermazione di responsabilità.

Oggi l’autopsia a Catanzaro

L’inchiesta è coordinata dalla pm Viviana Punzo, che ha affidato l’esame autoptico al medico legale Isabella Aquila e al medico Domenico Matteo Sacco.

L’autopsia è prevista oggi a Catanzaro e dovrà fornire ulteriori elementi sulle cause del decesso e sulle lesioni riportate dal giovane in seguito alla collisione.

Le risultanze medico-legali saranno quindi incrociate con gli altri elementi raccolti durante le indagini.

La Capitaneria ricostruisce gli ultimi minuti

Gli accertamenti sono affidati alla Capitaneria di porto di Vibo Marina, guidata dal comandante Guido Avallone.

L’attività investigativa punta a ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto prima e dopo l’impatto, verificando in particolare come le due imbarcazioni siano arrivate a trovarsi contemporaneamente all’ingresso dello scalo.

Uno degli aspetti da chiarire riguarda anche velocità, traiettorie e manovre effettuate nei momenti immediatamente precedenti alla collisione.

Domenico stava tornando a casa dopo tre giorni di vacanza

Campana si trovava insieme a un gruppo di amici e stava trascorrendo l’ultima giornata di una breve vacanza lungo la Costa degli Dei.

Il gruppo aveva trascorso parte del soggiorno a Tropea e venerdì pomeriggio stava rientrando verso Vibo Marina, prima di ripartire in direzione di Mirto Crosia.

Il 26enne aveva anche avvisato il padre che sarebbe rientrato a casa per l’ora di cena. Poche ore più tardi, invece, la vacanza si è trasformata in tragedia.

L’impatto tra i due mezzi

Domenico si trovava su una piccola imbarcazione noleggiata a Vibo Marina insieme agli amici, equipaggiata con un motore da 40 cavalli e per la cui conduzione non è richiesta la patente nautica.

Il gommone condotto dal 36enne, invece, disponeva di una potenza nettamente superiore.

Secondo gli elementi finora emersi, l’urto avrebbe avuto conseguenze devastanti per il giovane. Resta però compito degli investigatori stabilire con precisione la velocità dei mezzi, le rispettive posizioni e le eventuali responsabilità nella collisione.

La famiglia chiede verità e giustizia

I familiari di Domenico Campana sono assistiti dall’avvocato Giovanni Castagnari del Foro di Castrovillari.

La famiglia chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che ogni aspetto della tragedia venga ricostruito con precisione.

Il legale è atteso in Procura per confrontarsi con gli inquirenti e seguire gli sviluppi dell’inchiesta.

Attesa per gli esiti degli accertamenti

L’autopsia e gli approfondimenti tecnici della Capitaneria rappresentano adesso due passaggi centrali dell’indagine.

Saranno questi elementi a contribuire alla definizione del quadro investigativo e a chiarire che cosa sia accaduto nei pochi istanti che hanno preceduto l’impatto costato la vita al 26enne.

Una tragedia che ha profondamente scosso la famiglia di Domenico e le comunità di Cariati e Mirto Crosia, dove in queste ore sono numerose le manifestazioni di vicinanza ai suoi cari.