Autonomia differenziata e medici cubani, Avs Calabria chiede chiarezza alla Regione
Sotto accusa il silenzio della Giunta regionale sulle riforme in discussione e sulle pressioni internazionali legate alla sanità calabrese
L’autonomia differenziata torna al centro del confronto politico in Calabria. Alleanza Verdi e Sinistra regionale chiede alla Regione di chiarire la propria posizione sulle trattative avviate dal Governo nazionale e sulle possibili ricadute per il Mezzogiorno, sollevando inoltre preoccupazioni per la vicenda dei medici cubani impiegati negli ospedali calabresi.
Critiche all’autonomia differenziata e ai rischi per il Sud
In una nota congiunta, Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde – Avs, e Fernando Pignataro, segretario regionale di Sinistra Italiana – Avs, contestano l’incontro avvenuto nei giorni scorsi tra il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e quattro Regioni del Nord, finalizzato alla definizione di accordi sull’autonomia regionale.
Secondo i rappresentanti di Avs, il percorso intrapreso dal Governo proseguirebbe nonostante le osservazioni della Corte costituzionale, con particolare riferimento ai temi della sanità, del diritto alla salute e dei Livelli essenziali di assistenza. Una scelta che, a loro avviso, rischierebbe di accentuare le disuguaglianze territoriali, penalizzando soprattutto le regioni meridionali e le aree economicamente più fragili del Paese.
Gli esponenti politici richiamano inoltre l’iniziativa della Regione Puglia, che ha annunciato l’impugnazione della Legge di bilancio sul tema dei Livelli essenziali delle prestazioni per l’assistenza agli studenti con disabilità, ritenuti privi di adeguata copertura finanziaria. Una situazione che, secondo Avs, potrebbe tradursi in servizi garantiti in modo diverso a seconda delle risorse disponibili nei singoli territori, mettendo in discussione il principio costituzionale di equità tra cittadini.
Il caso dei medici cubani e le tensioni internazionali
Nel documento viene affrontata anche la questione dei medici cubani, presenti negli ospedali calabresi per far fronte alla carenza di personale sanitario. Avs Calabria parla di una “intromissione pericolosa” da parte del presidente degli Stati Uniti, definendola un intervento esterno su una vicenda che riguarda esclusivamente l’ambito nazionale e regionale.
Secondo Campana e Pignataro, eventuali tentativi di mediazione sulla questione rischierebbero di aggravare ulteriormente la situazione, sostenendo che le scelte adottate finora dalla governance regionale non abbiano prodotto soluzioni adeguate.
La richiesta di una posizione ufficiale della Regione
Alla luce di questi elementi, Avs Calabria sollecita una presa di posizione chiara da parte della Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto e chiede che anche il Consiglio regionale intervenga formalmente su temi ritenuti centrali per i diritti dei cittadini calabresi.
Per i rappresentanti dell’alleanza politica, autonomia differenziata e gestione della sanità rappresentano questioni decisive per il futuro della regione e richiedono un confronto istituzionale trasparente, capace di chiarire le strategie che la Calabria intende adottare di fronte a riforme e scenari che potrebbero incidere in modo diretto sull’accesso ai servizi e sulla tutela dei diritti universali.