L'incontro con il governatore Occhiuto
L'incontro con il governatore Occhiuto

Ventitré anni per ottenere una prima concessione e oltre tre anni di ulteriori difficoltà procedurali. È il lungo percorso amministrativo che, secondo quanto denunciato dai promotori, sta rallentando la realizzazione di un approdo turistico a Vibo Marina, un investimento che punta a sviluppare il settore della nautica da diporto e a creare nuove opportunità economiche e occupazionali. La vicenda della CADI Srl, legata al progetto imprenditoriale di Francesco Cascasi, è stata al centro di un incontro svoltosi alla Cittadella regionale di Catanzaro, dove il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha ricevuto l'imprenditore e Sergio Gaglianese, presidente dell'associazione culturale La Tazzina della Legalità. Un confronto durante il quale sono state illustrate le difficoltà incontrate nel corso degli anni e le prospettive di un'iniziativa che, nelle intenzioni dei promotori, potrebbe contribuire a rafforzare l'offerta turistica del territorio vibonese.

Dalla concessione ai nuovi ostacoli amministrativi: la vicenda CADI

Nel corso dell'incontro, introdotto da Gaglianese, Francesco Cascasi ha ricostruito il percorso amministrativo relativo alla realizzazione della Marina Resort destinata alla nautica da diporto. Secondo quanto riferito, sono stati necessari 23 anni per ottenere la prima concessione, ai quali si sono aggiunti oltre tre anni di stallo procedimentale che continuerebbero a impedire il completamento dell'iniziativa. L'imprenditore ha illustrato sia la parte dell'opera già realizzata sia quella ancora da completare, che rappresenterebbe la componente più consistente dell'investimento. Il progetto prevede lo sviluppo di una struttura turistica dedicata alla nautica, con potenziali ricadute sull'occupazione diretta e sull'indotto, in particolare nei settori dell'accoglienza, della ristorazione, dei servizi e delle attività collegate al turismo marittimo. La documentazione illustrata durante l'incontro avrebbe consentito di approfondire lo stato dell'iniziativa e le questioni amministrative che ne stanno rallentando l'avanzamento. Non sono stati tuttavia precisati, nella comunicazione diffusa dall'associazione, gli specifici procedimenti ancora da definire né i tempi necessari per la loro conclusione.

Occhiuto approfondisce il progetto e le prospettive occupazionali

Durante il confronto, il presidente Roberto Occhiuto si è soffermato sulle caratteristiche dell'investimento e sulle sue possibili ricadute economiche e occupazionali. Particolare attenzione è stata riservata alla possibilità di intercettare un segmento turistico di fascia alta, attraverso una struttura capace di attrarre visitatori e imbarcazioni da diporto e di generare una domanda aggiuntiva di servizi sul territorio. Secondo quanto riferito dalla Tazzina della Legalità, il governatore avrebbe manifestato interesse per l'iniziativa, attivandosi già nel corso dell'incontro per favorire l'individuazione di un percorso utile a superare le criticità amministrative rappresentate. L'associazione ha accolto positivamente la disponibilità manifestata dal presidente della Regione, pur sottolineando la necessità che il confronto produca risultati verificabili. Al momento, infatti, non è stata comunicata una soluzione definitiva allo stallo procedimentale.

Gaglianese: «Non chiediamo privilegi, ma tempi ragionevoli»

A commentare l'esito dell'incontro è stato Sergio Gaglianese, che ha ringraziato il presidente Occhiuto per l'attenzione dedicata alla vicenda. «Ringraziamo il presidente Roberto Occhiuto per averci ricevuti, per l'attenzione dimostrata e per aver preso a cuore la problematica che gli abbiamo sottoposto. Abbiamo apprezzato un confronto franco, nel quale ha voluto conoscere a fondo il progetto e comprenderne le prospettive. Ora auspichiamo che questa disponibilità possa tradursi in risultati concreti», ha dichiarato. Il presidente della Tazzina della Legalità ha quindi richiamato il tema dei tempi amministrativi e delle conseguenze che eventuali ritardi possono produrre sugli investimenti privati. «La vicenda Cascasi pone una questione che riguarda l'intera Calabria: possiamo permetterci di lasciare un imprenditore in attesa per 23 anni per una concessione e poi per oltre tre anni davanti a ostacoli procedimentali? Non chiediamo privilegi né scorciatoie, ma il rispetto delle regole, tempi ragionevoli e soluzioni legittime». Per Gaglianese, il caso di Vibo Marina rappresenta un'occasione per riflettere sul rapporto tra pubblica amministrazione e iniziativa imprenditoriale, soprattutto quando sono in gioco progetti che potrebbero generare nuove opportunità di lavoro. «Quando un investimento può creare lavoro e sviluppo, le istituzioni devono contribuire a rimuovere gli ostacoli, nel pieno rispetto delle norme», ha aggiunto.

Turismo nautico e sviluppo, la sfida per Vibo Marina

La realizzazione dell'approdo turistico si inserisce nelle prospettive di valorizzazione del territorio di Vibo Marina e, più in generale, della costa tirrenica calabrese. Un'infrastruttura destinata alla nautica da diporto potrebbe ampliare l'offerta turistica locale, favorendo la presenza di visitatori interessati non soltanto alle attività balneari, ma anche ai servizi portuali e alle esperienze legate al territorio. Si tratta, tuttavia, di potenzialità che dovranno essere valutate in relazione alle caratteristiche definitive del progetto, agli investimenti effettivamente realizzabili e alle autorizzazioni necessarie. Gaglianese ha collegato la vicenda anche al concetto di Ridestanza, richiamando la necessità di valorizzare le risorse regionali e sostenere le iniziative capaci di produrre sviluppo. «La Calabria ha bisogno di ridestarsi, di credere nelle proprie potenzialità e di mettere nelle condizioni di operare chi vuole creare valore e occupazione. La Ridestanza passa anche dalla capacità di trasformare le opportunità in sviluppo reale e di fare delle esperienze virtuose un riferimento per nuove iniziative imprenditoriali», ha affermato.

L'attesa per una soluzione dopo oltre vent'anni

L'incontro si è concluso con uno scambio simbolico tra Gaglianese e il presidente della Regione. Il rappresentante dell'associazione ha donato a Occhiuto una Tazzina della Legalità raffigurante la copertina del libro del governatore, che ha ricambiato autografando una copia del proprio volume con una dedica personale. Al di là del clima cordiale, resta aperta la questione amministrativa che interessa il progetto della CADI Srl. La Tazzina della Legalità ha annunciato che continuerà a seguire l'evoluzione della vicenda, con l'obiettivo di verificare se la disponibilità manifestata durante il confronto potrà tradursi in un effettivo avanzamento delle procedure. Dopo 23 anni per la prima concessione e oltre tre anni di ulteriori attese, la questione centrale è ora comprendere quali passaggi amministrativi siano ancora necessari e in quali tempi possano essere completati. Una risposta attesa dai promotori dell'investimento e importante per valutare concretamente le prospettive di sviluppo turistico e occupazionale dell'iniziativa a Vibo Marina.