Sulla vicenda delle "navi dei veleni" e sulla drammatica scomparsa del capitano Natale De Grazia è giunto il momento di fare piena luce. Il Partito Democratico ha promosso un incontro presso il Consiglio regionale della Calabria per fare il punto sulla riapertura del filone d'inchiesta da parte della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle Ecomafie, un passo fondamentale sollecitato anche dal contributo di Legambiente.

La senatrice del Pd Enza Rando, relatrice di minoranza dell'inchiesta, ha sottolineato l'esigenza di superare le zone d'ombra rimaste dopo gli ultimi decreti di archiviazione, evidenziando come il lavoro della commissione possa offrire elementi preziosi per valutare una riapertura delle indagini giudiziarie. L'obiettivo immediato è una ricognizione completa dell'esistente, passando al vaglio gli atti ancora coperti da segreto, le audizioni e le passate decisioni giudiziarie per individuare i punti critici da cui ripartire.

Un impegno condiviso anche dal senatore Nicola Irto, membro della Commissione Ecomafie, che ha rimarcato l'importanza di restituire giustizia e dignità a una tragedia d'impatto nazionale e locale, ricordando come in Calabria i dati indichino un aumento impressionante delle malattie oncologiche. Grazie all'evoluzione tecnologica e ai nuovi strumenti oggi disponibili, la Commissione intende condurre analisi e approfondimenti inediti per verificare la presenza di rifiuti tossici o radioattivi nei relitti.

L'orizzonte dell'inchiesta travalica inoltre i confini nazionali, come evidenziato dall'eurodeputato Sandro Ruotolo, il quale ha ricordato che la tutela dei mari è un tema di rilevanza europea e che i dati Europol confermano il ruolo primario della criminalità organizzata nei reati ambientali.

A ribadire l'urgenza dell'iniziativa è infine Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, che ha richiamato l'attenzione sull'enorme portata del fenomeno: l'associazione ha infatti censito ben 88 navi affondate nel Mediterraneo. Fare piena chiarezza su questi affondamenti e sulla natura dei materiali trasportati rappresenta una priorità non solo per la tutela della salute pubblica, ma anche per la credibilità stessa dello Stato.