Rafforzare i controlli e potenziare gli organici ispettivi. È questa una delle principali richieste avanzate dalla Cgil Calabria nella lotta contro il caporalato. Il segretario generale regionale, Gianfranco Trotta, ha sottolineato la necessità di garantire agli organismi di vigilanza strumenti e personale adeguati per contrastare efficacemente lo sfruttamento lavorativo. Il tema sarà al centro dell'audizione convocata in Consiglio regionale, alla quale parteciperanno anche le altre organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria.

Lavoratori migranti e spostamenti stagionali

Secondo Trotta, il fenomeno riguarda un'ampia area del Mezzogiorno e coinvolge migliaia di braccianti che seguono i cicli delle raccolte agricole. Dalla Basilicata alla Piana di Sibari, fino al Foggiano e alla Piana di Gioia Tauro, molti lavoratori si spostano durante l'anno alla ricerca di occupazione. Per questo motivo la Cgil ritiene indispensabile un monitoraggio costante del territorio e una strategia coordinata che consenta di intercettare situazioni di sfruttamento e illegalità.

Trasporti, alloggi e responsabilità delle imprese

Tra le proposte avanzate dal sindacato vi è la creazione di un sistema di trasporto pubblico dedicato ai lavoratori agricoli, in modo da ridurre la dipendenza dai caporali per gli spostamenti verso i luoghi di lavoro. Allo stesso tempo viene chiesta la disponibilità di alloggi a canone agevolato, collegati a rapporti di lavoro regolari e adeguatamente retribuiti. Trotta ha infine evidenziato la necessità di intensificare i controlli sulle aziende e di prevedere la costituzione di parte civile nei confronti non solo dei caporali, ma anche delle imprese che dovessero avvalersi di manodopera sfruttata.