Return, a Rende memoria e identità diventano teatro e racconto
Dal 6 all’8 luglio al CAG dell’Unical il laboratorio di scrittura performativa con Saverio Tavano. Il progetto prosegue al Museo civico con la mostra sul “non finito calabrese”
Centro di Aggregazione Giovanile dell’Unical ospita “Tornare a sé attraverso ciò che rimane”, laboratorio di scrittura performativa e ricerca interiore a cura di Saverio Tavano. Il percorso nasce come invito a tornare alle storie, ai riti e alle identità che hanno formato le comunità e i territori, mettendo al centro la memoria come forza viva e generativa. Le tre giornate rientrano nel progetto “Return – Museo delle storie perdute”, ideato e diretto da Maria Grazia Bisurgi, Linklater Voice coach, performer teatrale ed esperta in arte contemporanea, direttrice artistica e organizzativa della compagnia ConimieiOcchi, realtà con base a Rende attiva in Calabria e in ambito nazionale nel campo delle arti sceniche e partecipative, della pedagogia teatrale e della narrazione comunitaria.
“Return”, un museo vivo delle storie perdute
“Return – Museo delle storie perdute” è un progetto di rigenerazione culturale, sociale e narrativa, avviato nel mese di maggio, con l’obiettivo di riscoprire e restituire, attraverso linguaggi artistici contemporanei, i frammenti del patrimonio orale, umano ed emotivo del centro storico di Rende. Quartieri, luoghi e comunità diventano così una residenza artistica a cielo aperto, attraversata da ricerche, interviste, performance e laboratori. Il percorso non si concluderà con il laboratorio di drammaturgia: gli artisti in residenza continueranno infatti la loro ricerca fino alla fine di luglio. A condurre “Tornare a sé attraverso ciò che rimane” sarà Saverio Tavano, regista, drammaturgo e sceneggiatore, direttore artistico di Nastro di Möbius e Lighthouse srls produzione cinematografica, autore pluripremiato per lavori come “Patres”, “U figghiu” e “L’Afide e la formica”.
Le tre soglie del percorso e la mostra sul “non finito calabrese”
Il laboratorio si articolerà in tre momenti, definiti “soglie”. La prima sarà dedicata al recupero della memoria, attraverso l’esplorazione delle storie ereditate di famiglia, comunità e territorio, lavorando sulla differenza tra ricordo e memoria viva. La seconda, cuore del percorso, porterà le e i partecipanti a confrontarsi con ciò che è andato perduto e con ciò che la modernità ha uniformato, rendendo molti centri simili tra loro. La terza soglia sarà invece dedicata all’immaginazione di futuri possibili, non come previsione, ma come atto poetico e politico. «Il laboratorio invita a tornare, non per nostalgia, ma per riconoscere. Tornare alle storie, ai riti, alle identità che ci hanno formato», spiega Tavano. Il progetto proseguirà il 9 luglio, alle 18, al Museo civico di Rende, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Storie sospese sul non finito calabrese”, a cura di Angelo Maggio, visitabile fino al 23 luglio. L’esposizione raccoglie immagini di edifici incompiuti, case lasciate a metà e strutture sospese nel tempo, metafore di sogni interrotti, partenze, ritorni mancati e attese. La raccolta confluirà nel libro “Cemento amato”, nato dall’editore Cristian Urzino e dal filosofo Francesco Lesce, che sarà presente all’inaugurazione. L’opera di Maggio ha inoltre ispirato il collettivo Mas Ruido per il Numero Zero della rivista “Non finito”, che sarà presentato durante la mostra. Return è organizzato in collaborazione con Pro Loco Arintha Centro Storico, Centro Women’s Studies Unical, Auser, Casa dei diritti sociali Focus Cosenza e Strade di Casa.