Ultraleggero precipitato a Fuscaldo, al via il recupero dei resti: autopsie sulle due vittime
Il nucleo Saf dei Vigili del fuoco entrerà in azione nell’area dello schianto. La Procura di Paola prepara gli accertamenti tecnici mentre la medicina legale punta a chiarire anche quando si sia sviluppato l’incendio

Prenderanno il via in mattinata le operazioni di recupero dei resti dell’ultraleggero precipitato in una zona montuosa del territorio di Fuscaldo, nell’Alto Tirreno cosentino.
L’intervento sarà affidato al personale del nucleo Saf dei Vigili del fuoco, specializzato nelle operazioni in ambienti impervi. Tutto il materiale recuperato sarà conservato e messo a disposizione degli esperti che verranno nominati dalla Procura della Repubblica di Paola.
L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e individuare le cause che hanno determinato la caduta del velivolo.
Periti al lavoro per chiarire le cause
La Procura di Paola ha aperto un’inchiesta e si prepara ad affidare gli accertamenti tecnici. Tra i professionisti che dovrebbero essere coinvolti figura anche un ingegnere dell’Aeronautica Militare.
L’analisi dei resti dell’ultraleggero sarà uno dei passaggi centrali dell’indagine. Gli esperti dovranno verificare le condizioni del mezzo e cercare eventuali elementi utili a comprendere cosa sia accaduto negli ultimi istanti di volo.
Autopsia sui corpi di Arnulfo e Buccico
Sempre in mattinata dovrebbe essere formalizzato l’incarico per l’autopsia sui corpi delle due vittime, gli avvocati Carlo Arnulfo, 64 anni, di Roma, e Angela Buccico, 55 anni, di Matera.
L’esame dovrebbe essere eseguito lunedì o, al più tardi, martedì dall’équipe di medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” di Catanzaro, guidata dalla professoressa Isabella Aquila.
La stessa équipe ha già provveduto al recupero dei corpi e ai primi rilievi nell’area dell’incidente.
Da chiarire quando si è sviluppato l’incendio
L’accertamento medico-legale potrebbe fornire elementi importanti non soltanto sulle cause della morte, ma anche sulla dinamica dello schianto.
Uno dei punti da chiarire riguarda infatti l’incendio che ha interessato il velivolo. Gli investigatori dovranno stabilire se le fiamme si siano sviluppate prima dell’impatto con il terreno oppure successivamente alla caduta.
Una distinzione che potrebbe rivelarsi determinante per indirizzare gli accertamenti sulle cause dell’incidente.
Un drone per documentare la scena
I sopralluoghi sono stati supportati anche da una tecnologia introdotta dall’Istituto di medicina legale dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.
Attraverso un drone è stato possibile documentare dall’alto il luogo dello schianto e mettere in relazione la posizione del velivolo, dei corpi e degli elementi rinvenuti sul terreno.
Il materiale raccolto potrà essere utilizzato dagli specialisti per ricostruire con maggiore precisione la scena dell’incidente.
Il ringraziamento del sindaco di Matera
Intanto il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, ha espresso «la più sentita gratitudine» a quanti hanno partecipato alle ricerche dell’ultraleggero.
Il primo cittadino ha ricordato la mobilitazione di soccorritori, istituzioni e volontari che hanno operato per giorni nell’Alto Tirreno cosentino, sottolineandone «professionalità, coraggio e umanità».
Nicoletti ha rivolto un pensiero anche al sindaco di Fuscaldo Giacomo Middea, alla comunità locale e alla famiglia Leta-Lamacchia, originaria di Matera, che ha offerto ospitalità e sostegno al vicesindaco Rocco Buccico, fratello di Angela.
Una vicinanza che, ha sottolineato il sindaco di Matera, si è tradotta anche nella partecipazione spontanea alle operazioni di ricerca.