Si è conclusa con la riserva sulla decisione da parte del giudice per le indagini preliminari di Castrovillari l'udienza nei confronti di Safeer Ahmed e Ali Raza, i due cittadini pachistani fermati nell'ambito dell'inchiesta sulla strage dei quattro braccianti agricoli uccisi ad Amendolara.

I due indagati, accusati di essere gli autori dell'eccidio, hanno scelto di non rispondere alle domande, avvalendosi della facoltà prevista dalla legge, come già annunciato dai loro legali Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli.

La posizione della difesa

Al termine dell'udienza, gli avvocati hanno riferito che i loro assistiti si trovano in uno stato d'animo sereno, per quanto possibile in una situazione così delicata.

“Sono sereni come lo si può essere in circostanze del genere”, hanno dichiarato i difensori.

La difesa si è opposta alla richiesta di misura cautelare avanzata dal pubblico ministero Roberta Bello, sostenendo che non sussisterebbero tutti i presupposti indicati dalla Procura.

“Non ci sono tutti i presupposti per come li ha chiesti il pubblico ministero. Sulle esigenze cautelari abbiamo pensato che potrebbero esserci anche misure meno gravi per assicurare le esigenze del processo”, hanno spiegato gli avvocati.

Il caso del video finito in rete

Nel corso delle dichiarazioni ai giornalisti, i legali hanno riferito anche di un passaggio relativo alla diffusione del video che mostrerebbe gli istanti precedenti all'incendio del veicolo nel quale hanno perso la vita i quattro lavoratori.

Secondo quanto riferito dalla difesa, il pubblico ministero avrebbe espresso rammarico per la pubblicazione delle immagini.

“Si è rammaricato per il fatto che sia stato divulgato, non si sa come, il video in rete, perché era un atto secretato che non doveva comparire in questa maniera”, hanno riferito gli avvocati.

Attesa per gli atti e per l'autopsia

I difensori hanno inoltre precisato di non aver ancora avuto la possibilità di esaminare integralmente il fascicolo dell'inchiesta.

“Non conosciamo ancora gli atti. Domani faremo la richiesta e poi sapremo qualcosa di più”, hanno spiegato.

Nelle prossime ore è previsto anche il conferimento dell'incarico al perito che dovrà eseguire gli accertamenti autoptici sulle vittime della strage. Al momento non è stata ancora fissata la data in cui verranno effettuate le autopsie.

L'ematoma riscontrato su uno degli indagati

Tra gli elementi evidenziati dalla difesa vi è anche la presenza di un ematoma a un occhio di uno dei due fermati.

L'avvocato Giovanni Brandi Cordasco Salmena ha precisato che la lesione era già presente prima dell'arresto, circostanza che potrebbe essere oggetto di ulteriori approfondimenti nell'ambito delle indagini.

Intanto la Procura di Castrovillari prosegue il lavoro investigativo per ricostruire ogni dettaglio della vicenda che ha portato alla morte dei quattro braccianti agricoli, un caso che continua a scuotere l'opinione pubblica nazionale e ad alimentare il dibattito sullo sfruttamento del lavoro nelle campagne del Mezzogiorno.