Locandina JazzAmore
Locandina JazzAmore

Da Peppe Barra a Teresa De Sio, passando per il beat ipnotico di Ari Hoenig fino alle vibrazioni gospel di Volney Morgan: al TAU – Teatro Auditorium dell’Università della Calabria a Rende (CS) va in scena la seconda parte di una stagione che ridisegna i confini della musica improvvisata.

JazzAmore torna al TAU con una nuova stagione di musica e sperimentazione

C’è una tensione sottile, quasi un’ostinazione poetica, nel modo in cui JazzAmore continua a formulare la propria idea di cartografia sonora. Non un semplice festival, ma un vero e proprio laboratorio del pensiero musicale che ha eletto il TAU – Teatro Auditorium dell’Università della Calabria a Rende a proprio organismo acustico e concettuale. Promossa da MK Live in stretta collaborazione con l’Ateneo calabrese, la rassegna firma una seconda parte di stagione che rifiuta le comode etichette di genere per avventurarsi nei territori in cui la matrice jazzistica incontra la memoria collettiva, il sacro e l'avanguardia.

Accantonata la prima tranche di primavera — che ha visto alternarsi sul palco il lirismo metropolitano di Logan Richardson affiancato dal gigante delle pelli Jeff “Tain” Watts, l’energia afro-caraibica di Dany Noel con Fabrizio Bosso e Roberto Carcassés, le architetture chitarristiche di Matteo Mancuso fino alle narrazioni progressive del Banco del Mutuo Soccorso —, la manifestazione si prepara a riaprire i propri sipari in autunno con una sequenza di appuntamenti dal profondo valore simbolico ed estetico.

Da Peppe Barra a Teresa De Sio: le grandi voci della tradizione

A inaugurare il nuovo ciclo, il prossimo 26 ottobre, sarà la teatralità ancestrale di Peppe Barra con lo spettacolo "Si tenesse vint'anne...". Il maestro napoletano porta in dote un viaggio viscerale tra le pieghe della canzone classica partenopea e composizioni originali, scortato da un ensemble acustico di raffinata fattura. Il suo è un teatro della voce dove la tradizione si fa materia viva, ironica e struggente.

La rotta della rassegna virerà poi, il 7 novembre, verso l'eleganza di Ada Montellanico e del suo Quartetto in un devoto tributo a Billie Holiday. Tra le cantanti e ricercatrici più lucide della nostra scena, Montellanico rilegge il mito di Lady Day con quella voce calda e sabbiosa capace di fondere la grande scuola cantautorale italiana con l’improvvisazione afroamericana.

Il 18 novembre segnerà invece il grande e atteso ritorno sulle scene di Teresa De Sio per celebrare, con il tour "Elogio al Vulcano", cinquant’anni di una carriera spesa a cavallo tra sperimentazione e radici. In un’inedita e asciutta dimensione in trio, l'artista ripercorre le tappe fondamentali del suo percorso — da pietre miliari come Vogl' 'e turnà e Aumm Aumm fino ai grandi classici della tradizione —, proiettandole in un'architettura sonora contemporanea grazie alle trame elettroniche e chitarristiche di Francesco Santalucia e Francesco Forni.

Ari Hoenig e Volney Morgan chiudono la stagione tra jazz e gospel

Il 26 novembre il baricentro si sposterà improvvisamente oltreoceano per accogliere la rivoluzione ritmica di Ari Hoenig e del suo Trio. Considerato tra i batteristi e compositori più geniali e influenti della New York contemporanea, Hoenig trasforma il proprio set in uno strumento melodico puro, sfidando la percezione del pubblico tra poliritmie complesse e modulazioni metriche di straordinario virtuosismo.

A chiudere la stagione, il 21 dicembre, in perfetto clima solstiziale, sarà il travolgente affresco corale di Volney Morgan & New-Ye. Tra le realtà più dinamiche e premiate del gospel contemporaneo britannico — già incoronato ai MOBO Awards —, il collettivo londinese trasformerà il TAU in un tempio di pura energia vocale, dove la ricerca armonica incontra una profonda vocazione spirituale.