La Madonna Nera di Seminara, tra fede, leggenda e mistero
Custodita nel Santuario di San Basilio Magno, la statua della Madonna dei Poveri è al centro di una tradizione secolare legata al ritrovamento e ai cicoriari
Nel patrimonio religioso e culturale di Seminara, nel Reggino, occupa un posto speciale la Madonna Nera Greca custodita nel Santuario di San Basilio Magno. Conosciuta anche come Madonna dei Poveri, la statua è legata a una tradizione secolare nella quale si intrecciano devozione popolare, suggestioni bizantine e racconti tramandati nel tempo. Alta circa 92 centimetri, è realizzata in legno di cedro e impreziosita da una doratura. La Vergine è raffigurata seduta su un trono d’argento, con il Bambino sulle ginocchia. Il volto scuro e i tratti riconducibili all’arte bizantina hanno alimentato l’ipotesi che l’immagine sacra possa essere stata portata in Calabria da monaci provenienti dall’Oriente. Il Bambino indossa un saio stretto in vita, porta calzature d’argento e tiene tra le mani un rametto e un globo sormontato da una piccola croce.
La leggenda dei cicoriari
È però la tradizione popolare legata al ritrovamento a rendere la storia della Madonna particolarmente suggestiva. Secondo il racconto tramandato a Seminara, verso la fine dell’XI secolo alcuni pastori avrebbero trovato la statua accanto a un cespuglio, durante un martedì della Settimana Santa. Nessuno avrebbe saputo spiegare la sua presenza in quel luogo e nacque così una contesa su chi dovesse occuparsi del trasferimento. A tentare per primi furono i nobili, seguiti dagli esponenti del clero, ma entrambi i gruppi non riuscirono a sollevare la statua. Quando la notizia raggiunse la popolazione, alcuni cicoriari, cioè raccoglitori di cicoria, chiesero di poter provare. La richiesta suscitò l’ilarità dei presenti, ma secondo la leggenda furono proprio loro a riuscire nell’impresa, sollevando senza difficoltà la Madonna e conducendola verso una chiesa situata nei pressi di una delle antiche porte della città, il cosiddetto Portello. L’episodio è ancora ricordato da una tradizione musicale popolare che contrappone il fallimento dei “galantomini” alla riuscita dei poveri accompagnati dal suono delle ciaramelle.
La Madonna dei Poveri e il mistero che rimane
Da quella vicenda sarebbe nato anche il titolo con cui la Vergine è conosciuta ancora oggi: Madonna dei Poveri. Nella devozione popolare, la statua è diventata nei secoli un simbolo vicino alla gente comune, associato all’idea di una fede che non guarda al prestigio sociale e riconosce dignità soprattutto agli ultimi e agli umili. Il culto si diffuse rapidamente tra i cittadini di Seminara e nei centri vicini, fino a diventare una delle espressioni religiose più sentite del territorio. Accanto alla storia documentata e alla tradizione devozionale rimangono, tuttavia, interrogativi e suggestioni che continuano ad alimentare il fascino della statua: tra questi, anche l’ipotesi, priva di certezza storica, di un possibile collegamento con la presenza dei Templari in Calabria. Un ulteriore mistero che contribuisce a rendere la Madonna Nera di Seminara una figura ancora oggi avvolta da storia, fede e leggenda.