Smantellata la baraccopoli di San Ferdinando, ruspe in azione nell’area portuale
Avviato il trasferimento dei migranti in nuove strutture abitative. Mantovano: «Si apre una pagina nuova contro degrado e sfruttamento»
È iniziato a San Ferdinando, nell’area industriale del porto di Gioia Tauro, lo smantellamento della baraccopoli che per anni ha ospitato centinaia di migranti e braccianti agricoli impegnati nella raccolta degli agrumi nella Piana. Le operazioni sono partite alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, del commissario di Governo e prefetto Fabio Ciciliano e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Le ruspe hanno avviato la rimozione della tendopoli gestita dal Comune, progressivamente ampliata nel tempo con tende e strutture di fortuna. L’intervento rientra nel piano di riqualificazione infrastrutturale, sociale e ambientale promosso dal Governo per superare una situazione segnata da degrado, criticità igienico-sanitarie e problemi di ordine pubblico.
Trasferimenti nelle nuove strutture abitative
Lo sgombero prevede il trasferimento delle circa cento persone che ancora vivevano nell’insediamento fino a pochi giorni fa. Una parte dei braccianti sarà ricollocata nelle palazzine di contrada Serricella, a Rosarno, dove risultano già ospitati 116 migranti regolari con contratto di lavoro. Secondo quanto riferito da Mantovano, ogni ospite verserà un canone di circa 70 euro al mese, all’interno di moduli abitativi destinati mediamente a sei persone. Le nuove strutture saranno dotate dei servizi essenziali e dovrebbero consentire condizioni di vita più dignitose. Il piano prevede, in una fase successiva, la sistemazione di un massimo di 400 migranti nei diversi insediamenti curati dall’ufficio del commissario.
Mantovano: «Si apre una pagina nuova»
Il sottosegretario ha definito l’intervento un passaggio decisivo per cancellare una situazione di estremo degrado documentata per anni. Mantovano ha sottolineato che l’obiettivo è contrastare contemporaneamente lo sfruttamento lavorativo e le condizioni di marginalità nelle quali molti migranti regolari sono stati costretti a vivere. Lo smantellamento dà attuazione ai provvedimenti adottati nell’ambito del cosiddetto decreto Caivano e nasce dalla collaborazione tra Governo, Regione, enti locali e aziende sanitarie. Per l’Esecutivo, il superamento della baraccopoli rappresenta l’inizio di un nuovo modello di accoglienza, fondato su alloggi regolari, servizi garantiti e maggiore integrazione sociale e lavorativa.
Il sindaco: «Una giornata storica»
Il sindaco di San Ferdinando, Gianluca Gaetano, ha definito la chiusura della tendopoli «una giornata storica» per il territorio e per l’intera Calabria. Ha sottolineato il valore della collaborazione tra Governo, Regione, Comuni, Terzo settore e Asp, evidenziando come l’intervento rappresenti non soltanto la fine di una lunga emergenza, ma anche l’avvio di una nuova fase per la città. Gaetano ha inoltre ricordato che il percorso di riqualificazione proseguirà con investimenti per circa 10 milioni di euro destinati a edilizia scolastica, villaggio Praia, verde pubblico, teatro auditorium e altri interventi urbani.