Gratteri a Trame attacca le riforme della giustizia
Il procuratore di Napoli avverte sul potere economico delle mafie, sul controllo dell’informazione e sui nuovi rischi legati ad armi, dark web e intelligenza artificiale
Le riforme introdotte negli ultimi anni non avrebbero prodotto risultati utili e, al contrario, avrebbero finito per rallentare soprattutto l’acquisizione della prova. È il giudizio espresso dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, intervenuto all’ultima serata della quindicesima edizione di “Trame”, il Festival dei libri sulle mafie, dove ha presentato con Antonio Nicaso i volumi “Cartelli di sangue” e “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità”. Nel corso dell’incontro, Gratteri ha escluso, almeno per ora, una possibile discesa in politica, rivendicando la propria coerenza personale e professionale. «Sono il felice procuratore di Napoli», ha affermato, ribadendo di sentirsi da sempre in una posizione di opposizione rispetto ai poteri e alle convenienze.
Il potere economico delle mafie e il rischio per l’informazione
Il procuratore ha poi richiamato l’attenzione sul potere economico delle organizzazioni criminali, spiegando che le mafie restano pericolose anche quando non sparano. Secondo Gratteri, i proventi del traffico di cocaina consentono alle cosche di acquistare attività commerciali, alterare il mercato e infiltrarsi anche nel mondo dell’informazione. Il controllo di giornali e televisioni, ha avvertito, rappresenta un rischio diretto per la democrazia, perché impedisce ai cittadini di conoscere realmente ciò che accade nel Paese e nei propri territori. Gratteri ha inoltre sottolineato il bisogno delle mafie di costruire rapporti con uomini delle istituzioni, mentre sul piano pubblico si sarebbe affermata una nuova narrazione della giustizia, sempre più spostata dai tribunali ai social e alla televisione, dove gli indagati tendono spesso a presentarsi come vittime di persecuzione.
Armi, nuove tecnologie e il bilancio della Procura di Napoli
Nel suo intervento, Gratteri ha affrontato anche il tema del traffico di armi, avvertendo che, al termine della guerra tra Ucraina e Russia, le mafie potrebbero cercare di acquistare armi ed esplosivi a basso costo nei territori attraversati dal conflitto. Le organizzazioni criminali, ha aggiunto, utilizzano già strumenti avanzati come dark web e intelligenza artificiale per ridurre i rischi di intercettazione e rendere più efficienti le proprie attività illecite. Infine, il procuratore ha tracciato un bilancio del lavoro svolto alla guida della Procura di Napoli, rivendicando risultati significativi con lo stesso numero di magistrati: 6.500 fascicoli definiti in più in un anno, rogatorie internazionali triplicate nel 2025, demolizioni raddoppiate e arresti aumentati di un terzo. Un risultato che, secondo Gratteri, è stato possibile grazie alla sinergia costruita all’interno dell’ufficio giudiziario.