In Calabria riscaldarsi con il pellet sta diventando sempre più difficile. Negli ultimi mesi il costo medio del combustibile ha registrato un aumento significativo, trasformando quella che fino a pochi anni fa era considerata una soluzione economica in una spesa sempre più onerosa per migliaia di famiglie.

A livello nazionale, il prezzo medio del pellet certificato si aggira ormai tra 5,6 e oltre 6,5 euro a sacco da 15 kg, con valori che in alcune aree superano queste soglie a causa dei costi logistici e della domanda locale. Solo pochi anni fa molti consumatori acquistavano lo stesso prodotto intorno ai 5 euro o meno a sacco.

In diverse zone della Calabria, però, i prezzi segnalati dai consumatori risultano ancora più elevati rispetto alla media nazionale, alimentando proteste e malcontento tra chi utilizza stufe e caldaie a pellet come principale sistema di riscaldamento domestico.


Le cause del rincaro tra crisi energetica e domanda in crescita

L’aumento non nasce da un solo fattore, ma da una combinazione di dinamiche economiche e geopolitiche.

Negli ultimi anni molte famiglie italiane hanno abbandonato gas e gasolio scegliendo il pellet per contenere le spese energetiche, soprattutto dopo l’aumento del prezzo del gas legato alle tensioni internazionali e alla guerra in Ucraina. Questa corsa verso la biomassa ha fatto crescere rapidamente la domanda.

Allo stesso tempo, il mercato europeo del pellet sta attraversando una fase di forte trasformazione caratterizzata da volatilità dei prezzi, nuove regole ambientali e squilibri tra produzione e consumi. La richiesta cresce più velocemente della capacità produttiva e una parte del pellet prodotto viene esportata verso Paesi con prezzi più alti, riducendo la disponibilità interna.

A incidere ulteriormente contribuiscono i costi di trasporto verso le regioni del Sud, l’aumento del prezzo delle materie prime legnose, la dipendenza energetica dell’Italia dai mercati esteri e alcune dinamiche speculative legate alla stagionalità degli acquisti. Il risultato è un mercato sempre più instabile, dove il prezzo può cambiare rapidamente anche nel giro di poche settimane.


Commercianti sotto accusa, prezzi considerati esorbitanti

In Calabria cresce la denuncia da parte dei cittadini che segnalano prezzi giudicati eccessivi nei punti vendita locali. Molti consumatori parlano apertamente di rincari sproporzionati rispetto ai valori medi nazionali, soprattutto nei mesi più freddi quando la domanda aumenta e l’urgenza di acquistare riduce la possibilità di scegliere.

Il problema riguarda in particolare le aree interne e montane, dove il pellet rappresenta spesso l’unica alternativa concreta al metano e dove le famiglie non possono rinunciare al riscaldamento.

Il malcontento nasce anche dalla percezione di un mercato poco trasparente, con forti differenze di prezzo tra rivenditori e disponibilità limitata nei periodi di maggiore richiesta.


Sempre più calabresi acquistano pellet online

Di fronte ai rincari nei negozi fisici, cresce il numero di cittadini che sceglie di acquistare pellet online, confrontando offerte nazionali e cercando prezzi più competitivi tramite consegne dirette a domicilio.

L’e-commerce del combustibile domestico sta infatti aumentando proprio grazie alla possibilità di aggirare i rincari locali e accedere a promozioni su pallet completi, spesso più convenienti rispetto agli acquisti tradizionali. Questa tendenza evidenzia anche una criticità territoriale, ossia il divario tra prezzi praticati nelle regioni del Sud e quelli disponibili su mercati più organizzati del Nord o dell’estero.


Il rischio sociale di un combustibile diventato bene essenziale

Il pellet non è più solo una scelta ecologica o economica, ma per molte famiglie calabresi rappresenta un bene essenziale. L’aumento dei prezzi colpisce soprattutto pensionati, famiglie numerose e residenti nei piccoli comuni, dove le alternative energetiche sono limitate.

Con il mercato globale della biomassa in continua crescita e una domanda europea destinata ad aumentare ancora nei prossimi anni, il rischio è che il pellet perda definitivamente la sua funzione di energia accessibile, trasformandosi in un costo sempre più difficile da sostenere.

E mentre i prezzi continuano a salire, la richiesta che arriva dai consumatori è chiara: maggiore controllo sul mercato, trasparenza nella filiera e interventi concreti per evitare che riscaldarsi diventi un privilegio e non più un diritto.