Acqua, a Cosenza rientrano i divieti per alcune fontane. Ma il caso non è ancora chiuso
A sollevarle sono i consiglieri comunali di opposizione Alfredo Dodaro e Giuseppe D’Ippolito
La situazione delle fontane pubbliche di Cosenza torna gradualmente verso la normalità, ma il caso dell’acqua potabile resta aperto. Dopo i primi provvedimenti adottati dal sindaco Franz Caruso a seguito delle comunicazioni dell’Asp e delle analisi effettuate da Arpacal, arrivano infatti nuovi risultati che modificano parzialmente il quadro.
La revoca del divieto
Il sindaco ha revocato il divieto di utilizzo dell’acqua per le fontane di Piazza Loreto, Portapiana, Archi di Ciaccio e Corso Vittorio Emanuele, dopo ulteriori campionamenti effettuati, su iniziativa dell’amministrazione comunale, da un laboratorio accreditato. Le analisi hanno evidenziato, per questi punti, la conformità ai limiti previsti dalla normativa per l’uso potabile.
Ma non tutte le criticità sono state superate.
In alcune zone la situazione rimane critica
Restano infatti non potabili le acque delle fontane della Villa Vecchia, di via Campagna e di Piazza Piccola, dove le analisi hanno continuato a rilevare valori non conformi. Per queste aree il divieto rimane in vigore fino al rientro dei parametri e ai successivi risultati dei campionamenti.
A queste si aggiunge ora anche Piazza XXV Luglio, dove il Comune ha disposto un nuovo divieto di utilizzo per consumo umano dopo le comunicazioni dell’Asp e gli esiti delle analisi Arpacal.
La questione sollevata dai consiglieri di minoranza
Il quadro, dunque, è tutt’altro che definitivamente chiuso. E proprio questo rende ancora attuale la questione sollevata nei giorni scorsi dai consiglieri comunali di opposizione Alfredo Dodaro e Giuseppe D’Ippolito, che avevano chiesto chiarimenti sulla portata dei provvedimenti e, soprattutto, sul rapporto tra le criticità riscontrate nelle fontane e la situazione delle utenze domestiche.
La domanda politica resta sul tavolo: se le anomalie riguardano specifiche parti della rete, quali sono le verifiche effettuate sulle utenze private e quali garanzie vengono fornite ai cittadini?
Il Comune, intanto, ha precisato che nelle fontane ancora interessate dal divieto l’acqua potrà essere utilizzata per finalità igieniche e, previa bollitura, per alcuni usi alimentari, secondo quanto stabilito dall’ordinanza. È stata inoltre prevista una segnaletica ben visibile con la dicitura “Acqua non potabile – Divieto di utilizzo per il consumo umano” e, ove necessario, l’inibizione temporanea dell’erogazione.
Vicenda in aggiornamento
La vicenda, quindi, si presenta oggi con un quadro a macchia di leopardo: quattro fontane tornano utilizzabili per il consumo potabile, tre restano sotto divieto e una nuova fontana entra nell’elenco delle situazioni da monitorare.
Sul piano tecnico, il Comune ha avviato le procedure per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Sul piano politico, però, resta la necessità di una comunicazione il più possibile chiara e completa. Perché quando si parla di acqua destinata al consumo umano, la rassicurazione deve necessariamente camminare insieme alla trasparenza.
E mentre nuovi campionamenti dovranno stabilire se anche le fontane ancora interdette potranno tornare alla normalità, resta aperta la domanda posta dall’opposizione: dove finisce la criticità della singola fontana e dove comincia quella della rete? I prossimi giorni saranno decisivi per tale dilemma.