Mimmo Lucano

Mimmo Lucano torna a esercitare le funzioni di sindaco di Riace. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha sospeso l’efficacia della decisione che ne aveva dichiarato la decadenza, in attesa della pronuncia della Cassazione. Il provvedimento riguarda gli effetti della condanna a 18 mesi nel processo Xenia e consente all’europarlamentare di Avs di proseguire il mandato ricevuto dagli elettori nel giugno 2024. L’istanza è stata presentata dagli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, che hanno evidenziato il rischio di un danno grave e irreparabile derivante dall’immediata esecuzione della sentenza. A riferirlo per primo è il quotidiano Il Dubbio.

Il nodo sull’applicazione della legge Severino

Al centro della vicenda c’è l’applicazione della legge Severino e il rapporto tra le decisioni assunte in sede penale e quelle del giudice civile. Secondo la difesa, nel processo penale sarebbe stato escluso l’abuso di potere, con la revoca delle sanzioni accessorie, mentre la decadenza sarebbe stata disposta proprio sulla base di un reato ritenuto commesso abusando della funzione pubblica. Una contraddizione che, per i legali di Lucano, rischia di compromettere la certezza del diritto e di produrre interpretazioni differenti in presenza di situazioni analoghe.

La decisione definitiva passa alla Cassazione

La vicenda giudiziaria si sposta ora davanti alla Corte di Cassazione, chiamata a chiarire i limiti e le modalità di applicazione della legge Severino. La difesa richiama anche il precedente pronunciamento del Consiglio di Stato, secondo cui l’incandidabilità per falso ideologico non deriverebbe automaticamente dalla condanna, ma richiederebbe una valutazione sulla presenza dell’abuso di potere. Fino alla decisione definitiva dei giudici di Piazza Cavour, Lucano potrà quindi continuare a guidare il Comune di Riace.

Le dichiarazioni di Mimmo Lucano

"Sono contento che la Corte d'Appello abbia sospeso l'esecuzione della mia decadenza riconoscendo l'esistenza del danno grave e irreparabile subito, non da me, in quanto sindaco, ma da Riace e dai suoi cittadini che nel 2024 mi hanno confermato la fiducia chiedendomi di guidare il Comune". Così Mimmo Lucano ha commentato con l'Ansa la decisione della Corte d'appello di Reggio Calabria che gli ha restituito la possibilità di svolgere l'incarico di sindaco in attesa della decisione della Cassazione sulla decadenza.

"Questa di oggi - ha aggiunto - è l'ennesima occasione per sottolineare le enormi contraddizioni politiche che hanno caratterizzato tutta la mia vicenda giudiziaria. Sono consapevole che stiamo attraversando un periodo in cui quello che mi riguarda è poca cosa rispetto ai disastri che stanno accadendo in Italia, in Europa e nel mondo. Adesso aspettiamo fiduciosi la sentenza della Cassazione ma con la consapevolezza che continuerò a lavorare sempre con la solita idea che anche da un piccolo Comune come Riace possono partire contributi per migliorare il mondo"