Rosaria Succurro
Rosaria Succurro

Le verifiche dei Carabinieri al Comune di San Giovanni in Fiore, lo scontro politico con l'attuale sindaco Antonio Barile, le polemiche sulla situazione finanziaria dell'ente e il futuro della sanità nelle aree interne della Calabria. Rosaria Succurro, consigliera regionale di maggioranza, già sindaca di San Giovanni in Fiore e presidente della Provincia di Cosenza, interviene su alcuni dei temi più discussi della politica locale e regionale, respingendo le ricostruzioni che la coinvolgono nelle recenti vicende amministrative del Comune silano. Al centro dell'intervista ci sono innanzitutto le acquisizioni documentali effettuate dai Carabinieri negli uffici comunali, sulle quali Succurro precisa la propria estraneità e distingue l'attività degli investigatori dalle polemiche politiche che ne sono seguite. Un confronto che si inserisce nel clima di tensione tra la precedente e l'attuale amministrazione, alimentato anche dalle reciproche contestazioni sulla gestione delle finanze comunali.  L'ex prima cittadina non risparmia critiche all'amministrazione Barile, ma sulla situazione dei conti preferisce attendere le valutazioni dei revisori, evitando di anticipare giudizi sulle questioni ancora oggetto di verifica. Rivendica inoltre il lavoro svolto durante il proprio mandato e invita a misurare l'azione amministrativa attraverso i risultati concreti. Lo sguardo si sposta poi sulla Regione e sul futuro degli ospedali delle aree montane, tema al quale Succurro lega una delle principali iniziative della sua attività a Palazzo Campanella. Non manca, infine, una valutazione politica dell'operato di Roberto Occhiuto, al quale Succurro riconosce un ruolo determinante nel percorso di riorganizzazione della sanità calabrese e una crescente autorevolezza sul piano nazionale.

Consigliera Succurro, il suo nome, in questi giorni, viene tirato in ballo per le perquisizioni al Comune di San Giovanni in Fiore dove lei è stata sindaca fino alla sua elezione a Palazzo Campanella. È più preoccupata o infastidita dal clamore?

Il mio nome viene spesso tirato in ballo a sproposito, in ambienti politici e nelle "guerriglie" social. Evidentemente a più di qualcuno dà fastidio la mia azione politica per lo sviluppo, il riscatto e il progresso dei nostri territori. Attenzione, io non c'entro con la richiesta di acquisizione dei documenti – non è stata una perquisizione – che i Carabinieri hanno fatto al Comune di San Giovanni in Fiore. Che ci siano verifiche sugli atti amministrativi è una garanzia per tutti. Perciò queste iniziative vanno accolte sempre positivamente, perché inquirenti e investigatori lavorano per il bene della pubblica amministrazione e delle comunità locali. Da sindaco di San Giovanni in Fiore sono sempre stata disponibile e collaborante nei loro confronti. Da presidente della Provincia ho acquistato la caserma dei carabinieri di Cetraro, splendida cittadina sul Tirreno cosentino sede di un clan storico di Ndrangheta. È semplicemente il dovuto rispetto istituzionale. Le dicerie e le fake news quotidiane sono tutt'altra cosa.

Barile, attuale primo cittadino di San Giovanni in Fiore, mette lei e suo marito Marco Ambrogio, candidato sindaco alle ultime comunali, al centro del suo pensiero politico praticamente ogni giorno. Cosa dice di vero, o meno, sulle casse comunali?

Io sono abituata ai fatti, non alle parole. Sono abituata a lavorare per realizzare opere pubbliche, costruire opportunità, garantire servizi e diritti. Non amo la polemica a tutti i costi, che nella maggior parte dei casi, in ambito politico, rivela una grave mancanza di idee, programmi, obiettivi e responsabilità rispetto ai ruoli istituzionali ricoperti. In quanto alle casse del Comune di San Giovanni in Fiore, ci sono state delle conferenze stampa di approfondimento, da parte della maggioranza della passata esperienza amministrativa. Soprattutto, i revisori dei conti hanno chiesto atti e spiegazioni rispetto alle ricostruzioni contabili fornite dalla giunta attuale. Mi pare serio aspettare le valutazioni di questo organo terzo di controllo, prima di esternare il mio pensiero. 

Ha un messaggio per la comunità di San Giovanni in Fiore che, in questi giorni, appare confusa davanti a tutte queste notizie?

La comunità di San Giovanni in Fiore è molto matura e riflessiva. Vede e valuta in autonomia. Senza dubbio, sta cogliendo bene le differenze di metodo tra la precedente amministrazione e quella attuale. Noi lavoravamo – e oggi lavoriamo dai banchi dall'opposizione in Consiglio comunale – per migliorare i servizi, per lasciare opere importanti alle nuove generazioni, per valorizzare le risorse e le potenzialità locali, per rispondere concretamente al bisogno di lavoro e serenità dei singoli e delle famiglie. L'amministrazione attuale è ancora alla prova dei fatti, l'unica cui nessuno può sottrarsi.

Intanto prosegue la sua attività di consigliere regionale di maggioranza. Qual è il suo più grande sogno da realizzare in questa legislatura? Cosa pensa del lavoro di Roberto Occhiuto anche alla luce della tanta visibilità nazionale di cui sta godendo?

Martedì scorso ho illustrato la proposta di legge regionale, concepita e scritta insieme ai capigruppo consiliari della maggioranza, volta a potenziare l'assistenza ospedaliera nei territori di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Oppido Mamertina e Rogliano. È un disegno di legge attuale e necessario, con il quale puntiamo a ridare i servizi e i diritti che il Piano di rientro e il regime commissariale hanno nel tempo tolto a queste comunità, penalizzandole in maniera assurda e ingiusta. Intanto auspico che al riguardo non ci siano divisioni politiche, perché tutti siamo chiamati a difendere il diritto alla salute, al di là delle appartenenze. Come sindaca di San Giovanni in Fiore e presidente dell'Anci Calabria avevo lavorato tanto in favore dei Comuni montani e disagiati. Perciò stiamo portando avanti questo disegno di legge, che si inserisce nel dibattito nazionale su come fermare lo spopolamento delle aree interne. Ecco, il primo punto è il rilancio della sanità pubblica in questi posti, che dà grossi benefici anche all'economia generale. Stiamo andando proprio in questa direzione, grazie soprattutto al coraggio e al senso di responsabilità del presidente Roberto Occhiuto, che ha portato fuori la Regione dal commissariamento governativo, chiuso la partita dei conti che nessuno aveva chiuso e permesso di alzare i punteggi Lea, oltre a riorganizzare e ampliare i servizi. È un grande presidente, ed è un leader di primo piano. Lo riconosco anzitutto per onestà intellettuale. Il presidente sta lavorando benissimo su tutti i dossier e fronti. Porta avanti l'interesse dei calabresi e la sua leadership nazionale è una risorsa preziosa per la nostra terra e la nostra gente.