Giacomo Mancini
Giacomo Mancini

L'esponente del Partito Democratico denuncia il degrado degli attraversamenti sul Crati e sul Busento e rilancia il tema della rigenerazione urbana legata ai corsi d'acqua cittadini

Le passerelle simbolo di una città che perde collegamenti

Le passerelle che attraversano il Crati e il Busento rappresentano molto più di semplici opere di collegamento urbano. A sostenerlo è Giacomo Mancini, componente della Direzione del Partito Democratico Calabria ed ex parlamentare, che richiama l'attenzione sulle condizioni di numerosi attraversamenti pedonali presenti lungo i due principali fiumi cittadini.

Secondo Mancini, molte strutture risultano oggi inutilizzabili o non più esistenti, privando i cittadini di collegamenti importanti tra quartieri e aree della città. Una situazione che, a suo giudizio, evidenzia la mancanza di una programmazione finalizzata alla manutenzione e al recupero di infrastrutture considerate essenziali per la mobilità sostenibile.

Il rapporto interrotto tra la città e i suoi corsi d'acqua

Per l'esponente socialista il problema non riguarda esclusivamente le passerelle, ma coinvolge il rapporto complessivo tra Cosenza e i suoi fiumi. Crati e Busento, osserva, dovrebbero rappresentare elementi centrali della vita urbana, mentre negli anni sono diventati spazi spesso trascurati e poco valorizzati.

Mancini richiama inoltre quanto accaduto durante l'ondata di maltempo che ha colpito la città nei mesi scorsi, sottolineando come gli episodi di esondazione e le criticità emerse abbiano evidenziato la necessità di interventi costanti sugli argini e sulle aree fluviali. La manutenzione e la sicurezza, sostiene, non possono essere affrontate soltanto in situazioni di emergenza.

Rigenerazione urbana e valorizzazione degli argini

La proposta avanzata punta a una strategia complessiva di recupero degli spazi lungo i due fiumi. L'obiettivo è trasformare gli argini in luoghi più accessibili, sicuri e fruibili, capaci di ospitare attività sportive, percorsi pedonali e occasioni di socialità.

Secondo Mancini, riaprire e realizzare nuovi collegamenti significherebbe anche ricucire parti della città oggi separate, favorendo una maggiore integrazione tra i quartieri. Per questo invita a considerare Crati e Busento non come criticità da gestire, ma come risorse strategiche per lo sviluppo urbano, ambientale e sociale di Cosenza, rilanciando l'idea di una città sempre più attenta alla qualità degli spazi pubblici e alla valorizzazione del proprio patrimonio naturale.