Emergenza 118 in Calabria, Guccione denuncia ritardi e carenze. “Solo 30 postazioni su 63 attive dal primo marzo”
Guccione parla apertamente di fragilità e caos amministrativo, sottolineando come lo scontro interno tra gestione passata e presente non rappresenti un segnale rassicurante per i cittadini e per l’intero sistema sanitario regionale
Torna al centro del dibattito politico la situazione della sanità calabrese e, in particolare, il funzionamento del servizio di emergenza urgenza 118. A sollevare nuove criticità è Carlo Guccione, componente della direzione nazionale del Partito Democratico, che in una nota denuncia ritardi organizzativi e carenze strutturali nella riorganizzazione del sistema regionale.
Secondo Guccione, su 63 postazioni del 118 previste in Calabria nell’ambito della manifestazione di interesse del maggio 2025 per l’affidamento alle associazioni di volontariato, solo 30 saranno effettivamente assegnate a partire dal primo marzo, lasciando scoperte oltre la metà delle postazioni previste.
Critiche alla gestione dell’Asp di Cosenza
Nel suo intervento, l’esponente dem mette in discussione anche la situazione amministrativa dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, evidenziando una contraddizione tra i risultati annunciati negli ultimi anni e le attuali criticità segnalate dai vertici aziendali.
Guccione parla apertamente di fragilità e caos amministrativo, sottolineando come lo scontro interno tra gestione passata e presente non rappresenti un segnale rassicurante per i cittadini e per l’intero sistema sanitario regionale. Il servizio 118, già segnalato più volte dal Ministero della Salute tra i più critici d’Italia per il mancato rispetto dei tempi di soccorso, sarebbe uno degli esempi più evidenti delle difficoltà esistenti.
Postazioni mancanti e rischio per l’assistenza
La mancata assegnazione di 33 postazioni comporterebbe, secondo la denuncia, un grave rischio per la salute dei cittadini, soprattutto nelle aree interne dove il servizio di emergenza rappresenta spesso l’unico presidio sanitario immediatamente disponibile. Diversi episodi di presunta malasanità, ricordati da Guccione, sarebbero collegati proprio ai ritardi nei soccorsi registrati in territori come Longobucco e San Giovanni in Fiore.
La responsabilità organizzativa del servizio, delegato da Azienda Zero all’Asp di Cosenza nell’ambito della riorganizzazione del 118 calabrese, viene indicata come nodo centrale delle criticità attuali.
Le risorse economiche e i ritardi nei pagamenti
Alla base delle difficoltà vi sarebbe anche una questione finanziaria. Le associazioni di volontariato impegnate nel servizio, infatti, non avrebbero ancora ricevuto le risorse relative a dicembre 2025, gennaio e febbraio 2026, nonostante un recente impegno di spesa pari a 500 mila euro.
La nuova convenzione, in partenza dal primo marzo, prevede un costo mensile di oltre 39 mila euro per ogni postazione, escluso il carburante. Solo per le 19 postazioni della provincia di Cosenza la spesa stimata supera i 741 mila euro al mese, mentre l’anticipo dei primi tre mesi richiederebbe oltre 2,2 milioni di euro.
Numeri che, secondo Guccione, dimostrano la necessità di passare rapidamente dagli annunci agli atti amministrativi concreti, garantendo copertura finanziaria stabile a un servizio considerato strategico per la tutela della salute pubblica.
“Se non si consente ai pazienti di arrivare almeno in ospedale – conclude – diventa impossibile parlare di qualsiasi altro livello di assistenza sanitaria”.