Ecco chi è Nicola Morra
Dalla carriera da insegnante al Senato della Repubblica, fino alla presidenza della Commissione parlamentare antimafia
Nicola Morra nasce a Genova nel 1963 ma cresce a Cosenza, dove studia e lavora per molti anni come insegnante di storia e filosofia nei licei. Laureato in Filosofia, si avvicina alla politica all’inizio degli anni Duemiladieci partecipando alle attività del Movimento 5 Stelle, di cui diventa uno degli esponenti più riconoscibili in Calabria.
Nel 2013 viene eletto per la prima volta senatore della Repubblica e riconfermato nel 2018. Durante il secondo mandato assume l’incarico più rilevante della sua carriera politica, diventando presidente della Commissione parlamentare antimafia, ruolo che ricopre fino al 2022 e che lo porta spesso al centro del dibattito pubblico nazionale su criminalità organizzata e trasparenza istituzionale.
Nel corso degli anni Morra è stato considerato tra le figure più intransigenti del Movimento 5 Stelle, caratterizzato da posizioni molto nette e da un linguaggio politico diretto, elemento che ha contribuito a definirne l’immagine pubblica.
Le posizioni politiche e le scelte controcorrente
Durante l’attività parlamentare Morra ha preso parte a numerose iniziative e audizioni legate alla lotta alla criminalità organizzata e al funzionamento delle istituzioni. All’interno del Movimento 5 Stelle ha spesso rappresentato una componente critica e autonoma, come dimostrato nel 2021, quando decise di non votare la fiducia al governo Draghi, scelta che portò alla sua espulsione dal gruppo parlamentare insieme ad altri senatori dissidenti.
Negli anni successivi ha continuato a partecipare alla vita politica anche in contesti diversi, candidandosi e mantenendo una presenza nel dibattito pubblico, sebbene con un ruolo meno centrale rispetto al periodo in cui guidava la Commissione antimafia.
Le polemiche e le vicende controverse
La carriera di Nicola Morra è stata segnata anche da momenti di forte polemica. Il caso più noto risale al 2020, quando alcune sue dichiarazioni sulla presidente della Regione Calabria Jole Santelli, scomparsa poche settimane prima, provocarono una reazione molto dura da parte di esponenti politici di diversi schieramenti e dello stesso Movimento 5 Stelle.
Le parole suscitarono un ampio dibattito pubblico e portarono a richieste di dimissioni e a un procedimento giudiziario per diffamazione, in relazione al quale Morra ha sempre difeso le proprie posizioni, arrivando anche a scusarsi con chi si era sentito offeso.
Nel corso della sua carriera non sono mancate altre controversie, legate soprattutto a dichiarazioni pubbliche particolarmente critiche verso esponenti politici o istituzioni, uno stile comunicativo che ha spesso contribuito a polarizzare il confronto politico attorno alla sua figura.
Critiche, sostenitori e un profilo politico divisivo
Come accade per molte figure politiche con posizioni forti, anche Morra ha raccolto giudizi molto diversi. I sostenitori lo considerano un politico coerente, disposto a sostenere battaglie difficili e a mantenere una linea indipendente anche a costo di isolamento politico.
I critici, al contrario, hanno più volte contestato il tono di alcune dichiarazioni e la rigidità di certe posizioni, ritenute talvolta eccessivamente polemiche o poco concilianti, soprattutto in contesti istituzionali delicati.
Un protagonista del dibattito politico calabrese e nazionale
Nicola Morra resta una figura che ha segnato una fase importante della politica calabrese e nazionale, soprattutto per il ruolo svolto alla guida della Commissione antimafia in anni complessi per il Paese.
Il suo percorso racconta una traiettoria politica caratterizzata da forte esposizione mediatica, scelte controcorrente e momenti di confronto acceso, elementi che continuano a renderlo una personalità conosciuta e discussa, capace di suscitare consenso e critiche anche a distanza di anni dalle vicende più controverse.