Fuga dei giovani dal Sud, Bruno attacca: “Ci si occupi dei problemi reali della Calabria”
Il capogruppo di Tridico Presidente interviene dopo le polemiche sul tema dell’emigrazione giovanile: “I dati non sono propaganda, raccontano un’emorragia demografica e professionale”
Si accende il dibattito politico in Calabria sul tema della fuga dei giovani dal Mezzogiorno. A intervenire è Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, che replica al consigliere regionale Domenico Giannetta dopo le critiche rivolte a Pasquale Tridico.
“Colpisce che il consigliere regionale Domenico Giannetta continui a trasformare Pasquale Tridico in un’ossessione politica”, afferma Bruno, sostenendo che le energie della maggioranza regionale dovrebbero essere concentrate sulle tante emergenze che la Calabria continua a vivere e sulle quali, a suo giudizio, non arrivano risposte adeguate.
I dati sul calo dei giovani nel Mezzogiorno
Secondo Bruno, i dati richiamati da Tridico non possono essere liquidati come propaganda. Il capogruppo richiama un’elaborazione del Sole 24 Ore su dati Istat, secondo cui tra il 2019 e il 2026 la popolazione residente tra i 18 e i 35 anni nelle regioni del Mezzogiorno è diminuita del 7,6%, con una perdita di oltre 313mila giovani.
Nello stesso periodo, il Nord Italia avrebbe registrato una crescita del 4,8%, guadagnando quasi 240mila residenti nella stessa fascia d’età. Per Bruno, si tratta della fotografia di un Paese che continua a perdere equilibrio e di un Sud che vede partire le proprie energie migliori.
“Non stiamo parlando di percezioni”, sottolinea, ma di numeri che certificano una vera emorragia demografica e professionale, con giovani spesso qualificati e laureati che la Calabria forma ma non riesce a trattenere.
“I giovani non partono perché qualcuno parla male della Calabria”
Il capogruppo di Tridico Presidente respinge l’idea che il racconto critico dei problemi del territorio possa essere la causa dell’emigrazione giovanile. “I giovani non lasciano la Calabria perché qualcuno ne parla male”, afferma. La lasciano, sostiene Bruno, perché incontrano difficoltà concrete nel costruire nella regione il proprio futuro.
Nel suo intervento, Bruno richiama le criticità del sistema sanitario, le liste d’attesa, la carenza di personale negli ospedali e nei servizi territoriali, la mobilità sanitaria verso altre regioni, i problemi occupazionali, i ritardi infrastrutturali e il dissesto idrogeologico che continua a evidenziare la fragilità del territorio ogni volta che la Calabria viene colpita da eventi meteorologici intensi.
Il ruolo europeo di Tridico
Bruno difende anche il ruolo istituzionale di Pasquale Tridico, sottolineando che l’europarlamentare non impartisce lezioni da Bruxelles, ma svolge il proprio incarico in una posizione di responsabilità. Tridico è presidente della sottocommissione per le Questioni fiscali del Parlamento europeo e componente della commissione per i problemi economici e monetari.
Secondo Bruno, questo incarico viene messo quotidianamente al servizio del territorio che lo ha eletto. Il capogruppo ricorda inoltre la presenza costante di Tridico in Calabria e il confronto con imprenditori, lavoratori, studenti, amministratori e rappresentanti delle categorie produttive.
Gli incontri sul territorio e il messaggio alla maggioranza
Bruno evidenzia anche gli incontri svolti a Lamezia e Reggio Calabria con imprenditori, giovani e cittadini, descrivendoli come occasioni utili a sostenere le imprese, favorire opportunità di sviluppo e dare voce alle istanze di chi vive condizioni di difficoltà.
Da qui l’invito rivolto a Giannetta e alla maggioranza regionale. “Consigliamo al consigliere Giannetta di preoccuparsi meno di Tridico e di concentrarsi maggiormente sul lavoro che la maggioranza regionale dovrebbe svolgere per affrontare i problemi reali della Calabria”, conclude Bruno.
Una polemica che riporta al centro il futuro della Calabria
La replica del capogruppo di Tridico Presidente si inserisce in un confronto politico che va oltre lo scontro tra esponenti regionali. Al centro resta il tema del futuro dei giovani calabresi, della capacità del territorio di offrire opportunità e della necessità di affrontare criticità strutturali che incidono sulla vita quotidiana delle famiglie.
Per Bruno, la fuga dei giovani, le difficoltà della sanità, la carenza di servizi e le fragilità del territorio non si risolvono con polemiche personali, ma con risposte politiche e istituzionali concrete.