Giusi Princi
Giusi Princi

«Una vita dedicata ai giovani, ai più fragili, agli ultimi, a quanti vivono condizioni di disagio». Con queste parole l’europarlamentare Giusi Princi ricorda Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, scomparso all’età di 96 anni.

Nel giorno dell’ultimo saluto, Princi sottolinea il ruolo svolto dal sacerdote come educatore e interprete del mondo giovanile, capace di costruire percorsi di accoglienza, recupero e inclusione per migliaia di persone.

L’eredità di Exodus in Calabria

Secondo l’europarlamentare, l’eredità pedagogica, solidale e umana di Don Mazzi continua a vivere nelle numerose comunità terapeutiche da lui fondate.

Tra queste, Princi richiama in particolare la struttura di contrada Polvere, a Santo Stefano in Aspromonte. Qui sorge la “Casa di Mimmo”, accreditata dalla Regione Calabria come struttura pedagogico-riabilitativa e destinata ad accogliere giovani provenienti da esperienze di dipendenza e reclusione.

Alla struttura si affianca il Centro di ascolto attivo a Reggio Calabria, insieme ai percorsi di prevenzione e formazione che negli anni hanno coinvolto numerose scuole della provincia e dell’intera regione.

Avamposti contro dipendenze e disagio

Princi definisce queste realtà degli «avamposti», riprendendo un’espressione cara allo stesso Don Mazzi.

Si tratta di luoghi diventati punti di riferimento per adulti e adolescenti alle prese con problemi di dipendenza, devianza e disagio sociale. Un lavoro che non si limita all’assistenza, ma punta alla ricostruzione personale, alla formazione e al reinserimento nella comunità.

«Il suo insegnamento continuerà a vivere»

«Non smetteremo di essere grati a Don Mazzi per lo straordinario esempio che ci ha consegnato», afferma Giusi Princi.

L’europarlamentare richiama il valore di un’esistenza dedicata ad accogliere, educare e restituire speranza a chi rischiava di perderla. Un insegnamento che, aggiunge, continuerà a vivere nelle opere realizzate e nelle vite cambiate grazie al lavoro della Fondazione Exodus.

Il ringraziamento a operatori e volontari

Princi rivolge un ringraziamento alla Fondazione Exodus e a tutti coloro che ne portano avanti quotidianamente la missione educativa e sociale.

Un pensiero particolare va a Pasquale Ambrosino, Basilio Lucisano, Patrizia Marchetta, Giusi e Simone Colacrisi, Valentina Barracato e agli altri operatori e volontari impegnati nella struttura di Santo Stefano in Aspromonte e nel Centro di ascolto di Reggio Calabria.

«Una società che non lascia indietro nessuno»

«L’esempio di Don Antonio Mazzi continuerà a indicare la strada», conclude Princi.

La strada, sottolinea, è quella di una società capace di non lasciare indietro nessuno, di tendere la mano alle persone più fragili, restituire fiducia ai giovani e promuovere la solidarietà come fondamento di una comunità più giusta.