Per il quarto anno consecutivo il Mezzogiorno d'Italia cresce più del Centro-Nord, mettendo a segno un filotto positivo che non si registrava dai tempi del boom economico del dopoguerra. I dati a consuntivo della Svimez fotografano un Sud resiliente che, in un contesto di generale rallentamento macroeconomico, riesce a tenere il passo: nel corso del Pil delle regioni meridionali è aumentato dello 0,7%, superando lo 0,5% registrato nel resto del Paese. In questa cornice di riscatto meridionale, la Calabria si ritaglia un ruolo da assoluta protagonista.

La Calabria supera la media nazionale

Mentre molte regioni del Nord scontano la crisi geopolitica e la conseguente debolezza delle esportazioni — dinamica evidente nei rallentamenti di Lombardia e Veneto — la Calabria dimostra una sorprendente vitalità economica. Con una crescita del Pil pari allo 0,8%, la regione non solo si lascia alle spalle la media del Centro-Nord, ma batte anche il dato della media nazionale (ferma allo 0,5%). Una performance che inserisce il territorio calabrese nel gruppo di testa del Mezzogiorno, subito dietro a Campania (+0,9%) e all'Abruzzo trainato dall'edilizia privata (+1,9%).

L'effetto Pnrr: Calabria al top per investimenti in opere pubbliche

Il vero motore di questa accelerazione economica risiede nella capacità di spesa e nell'impatto dei cantieri. Secondo l'analisi Svimez, nel triennio gli investimenti in opere pubbliche sono quasi raddoppiati in tutto il Paese, registrando un +88,3% al Sud.

È proprio in questo indicatore che la Calabria fa registrare uno scatto decisivo: la regione si posiziona infatti tra i territori italiani con gli incrementi più rilevanti in assoluto nella spesa per opere pubbliche, trainata dall'efficacia dei progetti legati al Pnrr e dal consolidamento degli investimenti fissi lordi (cresciuti a livello complessivo del 3,5%). Un dato che dimostra come il territorio stia capitalizzando i fondi europei per colmare il deficit infrastrutturale.

Le ombre del contesto europeo

Se i dati locali inducono all'ottimismo per il trend calabrese e meridionale, la Svimez lancia comunque un monito sul divario che separa l'intera Italia dal resto d'Europa. Il mezzo punto percentuale di crescita nazionale resta stabilmente al di sotto della media Ue a 27 (+1,5%), trainata dalla forte espansione della Spagna (+2,8%).

Tuttavia, all'interno di un'Italia a marcia ridotta, la Calabria dimostra di avere gli anticorpi giusti per reagire, trasformando i massicci investimenti pubblici in una crescita reale e superiore alle storiche locomotive del Paese.