Si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dei quattro braccianti morti nel tragico incendio avvenuto ad Amendolara la seduta del Consiglio regionale della Calabria. L'aula di Palazzo Campanella ha reso omaggio a Waseem Khan, cittadino pakistano di 29 anni, e agli afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni, rimasti vittime del rogo che ha profondamente colpito l'intera regione.

Un momento di raccoglimento che ha preceduto l'avvio del dibattito dedicato proprio ai temi del caporalato, dello sfruttamento lavorativo e delle condizioni dei lavoratori migranti in Calabria.

Cirillo richiama le istituzioni alla responsabilità

Nel suo intervento introduttivo, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ha sottolineato la gravità dell'accaduto e la necessità di una risposta concreta da parte delle istituzioni.

«Il gravissimo episodio accaduto nei giorni scorsi ad Amendolara ha scosso profondamente l'intera comunità calabrese e richiama tutti noi a una maggiore responsabilità e a un'azione istituzionale più forte sui temi del caporalato, dello sfruttamento lavorativo e della tutela della dignità delle persone», ha affermato.

L'inserimento del tema all'ordine del giorno è avvenuto su iniziativa condivisa con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Un impegno per legalità e diritti umani

Il presidente dell'assemblea ha espresso l'auspicio che dal confronto in aula possa emergere una posizione unitaria e determinata contro ogni forma di sfruttamento.

«Mi auguro che dal dibattito odierno possa emergere una risposta condivisa, chiara e ferma: un segnale concreto di vicinanza alle famiglie delle vittime e un rinnovato impegno della Calabria a favore della legalità, del lavoro dignitoso e della difesa dei diritti umani», ha dichiarato Cirillo.

L'intero Consiglio si è quindi alzato in piedi osservando un minuto di silenzio, in un gesto di cordoglio e rispetto verso le vittime di una tragedia che ha riacceso l'attenzione sulle condizioni dei lavoratori agricoli e sulla necessità di rafforzare la lotta contro il caporalato.