Il sequestro di Guardia Piemontese
Il sequestro di Guardia Piemontese

Una discarica abusiva di circa duemila metri quadrati è stata scoperta e sequestrata dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cetraro nel territorio comunale di Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza. L'operazione ha portato alla denuncia di cinque persone, ritenute coinvolte, a vario titolo e in concorso tra loro, nella gestione illecita di rifiuti. Il ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi in località Fontana Muglia, dove i militari hanno individuato un ingente quantitativo di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, depositati direttamente su un terreno privato. Tra i materiali rinvenuti figuravano lamiere, pezzi di ferro, rubinetteria idraulica, plastiche, carta, cartoni, frammenti di sanitari, alcuni pannelli fotovoltaici e materiali inerti provenienti da lavori di demolizione e ristrutturazione edilizia. Ulteriori rifiuti sono stati individuati anche in una scarpata situata a valle del terreno, dove era stato abbandonato altro materiale di risulta.

Le indagini conducono a una società edile

Gli accertamenti dei Carabinieri Forestali si sono concentrati sulla provenienza dei materiali. Attraverso verifiche e approfondimenti investigativi, i militari hanno raccolto elementi che hanno consentito di collegare la tipologia dei rifiuti rinvenuti all'attività di una società operante nel settore edilizio, successivamente sottoposta a controllo. Le indagini hanno portato al sequestro dell'intera area, estesa per circa 2.000 metri quadrati, sulla quale erano stati accumulati, direttamente sul suolo, circa 80 metri cubi di rifiuti speciali. Per la quantità e le modalità di deposito dei materiali, il sito è stato qualificato dagli investigatori come una discarica non autorizzata. Al termine delle verifiche, cinque persone sono state deferite all'Autorità giudiziaria. Si tratta del proprietario del terreno e degli amministratori della società edile coinvolti negli accertamenti, ritenuti responsabili, secondo l'ipotesi investigativa, della realizzazione della discarica abusiva.

Il proprietario avrebbe incendiato i rifiuti per cancellare le tracce

Un ulteriore episodio è emerso nel corso delle attività investigative. Secondo quanto ricostruito dai militari, il proprietario del terreno, dopo il primo accertamento, avrebbe dato fuoco ad alcuni rifiuti speciali non pericolosi, tra cui materiali plastici e documentazione cartacea. L'incendio, secondo l'ipotesi degli investigatori, sarebbe stato appiccato con l'intento di eliminare elementi utili a identificare eventuali ulteriori responsabili degli illeciti contestati. Per questa condotta il proprietario è stato denunciato anche in relazione alla combustione illecita dei rifiuti. L'area rimane sottoposta a sequestro nell'ambito del procedimento. Le responsabilità delle cinque persone denunciate dovranno essere accertate nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.