Il dolore. Un sentimento condannato, soffocato, rifiutato. L'uomo moderno sembra non accettare il dolore, eppure esso è presente in gran parte dei momenti delle nostre vite. Allora perchè la società non lo accetta? E' proprio il dolore il protagonista dell'ultimo singolo di Eman, "Luce dalle crepe", lanciato sulle piattaforme musicali e streaming il 22 Aprile. Il cantautore calabrese si serve della musica per porre l'ascoltatore in riflessione, meditando sul senso del dolore, su come cerchiamo di schivarlo e sopprimerlo, spesso utilizzando "scorciatoie" più dannose per anestetizzare questo sentimento così demonizzato. Ho chiacchierato con Emanuele, il vero nome dietro Eman, per capire meglio da dove derivi questa sua riflessione e su ciò che lo ha maggiormente ispirato.

 


Partiamo dal titolo: cosa rappresenta per te oggi questa “luce” che arriva dalle crepe?

Questa canzone nasce da una riflessione rivolta alla società odierna, una società che non è più capace di intendere il dolore, che preferisce evitarlo anziché attraversarlo. Vivere il dolore, quindi accettare il dolore, è l'unico modo per superare le difficoltà che la vita ci pone davanti. Il dolore non deve essere visto come qualcosa da demonizzare, non bisogna soffermarsi al fatto di "stare male", anzi, proprio questo malessere deve farci capire che in realtà siamo qui, siamo vivi.  Con "luce dalle crepe" voglio lasciar intendere che come esiste l'ombra esiste anche la luce, bisogna superare il buio per poter arrivare alla luce, andare oltre per trovare la propria serenità.

 

Viviamo davvero, come dici, in una società che ha paura del dolore? Dove lo vedi più chiaramente?

La società tende a voler baipassare il dolore usando spesso delle scorciatoie. Queste scorciatoie potrebbero essere il riempire la vita di cose da fare, così come l'utilizzo di medicinali o droghe che "anestetizzano" quell'emozione. E' il modo in cui si affrontano i problemi, il problema, pensare che una pillola sia la via di fuga. Ma non c'è niente da cui scappare, il dolore fa parte della concezione della vita. Basti pensare al parto, uno dei momenti più dolorosi che una donna possa vivere, eppure è da lì che nasce la vita.

 

Quanto c’è di autobiografico in questo pezzo e quanto invece diventa "racconto universale"?

Sicuramente ci sono stati degli avvenimenti molto tristi della mia vita che mi hanno ispirato nella stesura di questo testo. I momenti bui sono un pò una somma di tanti avvenimenti, come la morte di un caro, la mancanza, la nostalgia, ci si sente cadere in un fondo. Mi sono imbattuto - inoltre - nella lettura di "La società senza dolore" di Byung-Chul Han, un libro che mi ha dato molto a cui pensare e riflettere, che ha dato un pò vita al messaggio che volevo trasmettere in questa canzone.

 

Questa estate uscirà il tuo nuovo album. Anche gli altri brani torneranno su questo tema?

Ritorno su questo tema ma, più che altro, ogni brano spinge l'ascoltatore a riflettere. Sono figlio del cantautorato, i miei testi sono da ascoltare da solo, in camera, le parole accompagnano il pensiero. Io sono il mezzo, non il fine. Vorrei che la mia musica scuotesse le coscienze, ponesse delle domande su dove stiamo andando, su chi siamo..

 

Guardando al tuo percorso quanto senti di essere cambiato come artista e come persona?

Con la maturità ho capito di non essere più vittima delle emozioni, com'ero un tempo. Quando scrivo, scrivo di ciò che sono, racconto il mio 'io' introspettivo perchè, alal fine, Eman deve sempre fare i conti con Emanuele. Il personaggio non è diverso dalla persona, nel mio caso.

 

Nella società odierna, puntare ad un genere più introspettivo è sicuramente una scelta azzardata e anche coraggiosa, non pensi?

Ormai si tende a fare "musica da algoritmo", il percorso musicale è sempre lo stesso, si prepara al canzone per il Festival, poi quella per l'estate. Io non voglio questo. Non voglio musica che parli alla pancia, ma che parli all'anima. Voglio guardare altrove in un mondo fatto di merce fisico, che non si guarda più dentro, che non si interroga. Dove la musica ha perso la sua vera essenza, il suo significato. Oggi si produce unicamente per le visualizzazioni, per la moda, per puntare alal viralità.

 

Dopo il lancio del nuovo album partirà il tour, dove e quando ti troveremo in giro per l'Italia?

Andremo in tour d'estate e continueremo ad ottobre, principalmente nei club. Sarà un anno lungo ma sicuramente ricco di nuove sorprese, nuove emozioni.