La madre di Mohamed Amin Bessioud con una foto del figlio
La madre di Mohamed Amin Bessioud con una foto del figlio

Nuovi accertamenti per ricostruire con maggiore precisione la morte di Mohamed Amin Bessioud, conosciuto come Momò, il 25enne deceduto lo scorso luglio dopo essere precipitato dal balcone della propria abitazione a Cosenza mentre nell’appartamento era in corso un controllo dei Carabinieri. Sul caso la Procura di Cosenza aveva aperto un’indagine. Nei giorni scorsi l’avvocata Chiara Penna ha assunto la difesa di Nabila Jabri, madre del giovane e persona offesa nel procedimento. La prima iniziativa è stata una richiesta alla Procura affinché vengano svolti con urgenza ulteriori accertamenti tecnici sul luogo della precipitazione. L’obiettivo indicato dalla difesa è arrivare a una ricostruzione basata, per quanto possibile, su elementi materiali e dati scientificamente verificabili.

Balcone e balaustra, chiesto un sopralluogo approfondito

La richiesta riguarda innanzitutto il balcone dal quale Momò precipitò. La difesa sollecita un esame dettagliato della pavimentazione, del parapetto e della balaustra per verificare l’eventuale presenza di danneggiamenti, deformazioni, abrasioni, graffi, segni di urto o trascinamento, impronte, residui e frammenti potenzialmente utili alle indagini. È stata chiesta anche una documentazione fotografica completa, accompagnata da rilievi metrici e, laddove tecnicamente possibile, da una ricostruzione attraverso laser scanner 3D. Le misurazioni dovrebbero consentire di definire con esattezza altezze, distanze e geometrie della struttura, elementi ritenuti dalla difesa utili per esaminare le diverse ipotesi sulla dinamica della precipitazione.

Traiettoria e punto di rinvenimento del corpo

Un altro punto riguarda la posizione esatta del corpo rispetto all’edificio. La difesa chiede di individuare e documentare sia il punto di caduta sia quello di rinvenimento, ricostruendo distanze e coordinate rispetto al balcone e al fabbricato. Questi elementi dovrebbero essere successivamente utilizzati per una ricostruzione geometrica della traiettoria e per valutare la compatibilità delle diverse possibili dinamiche con la conformazione effettiva dei luoghi. La richiesta comprende inoltre l’acquisizione di tutti i filmati eventualmente disponibili, provenienti da sistemi di videosorveglianza pubblici o privati. Ove possibile, vengono sollecitate anche analisi fotogrammetriche delle immagini, ricostruzioni tridimensionali della scena e simulazioni delle traiettorie.

Un medico legale nominato dalla madre

Parallelamente agli approfondimenti sulla caduta, la nuova difesa ha nominato un consulente medico-legale di parte. Alla Procura è stata richiesta l’acquisizione integrale della documentazione sanitaria di Mohamed Amin Bessioud: dalle condizioni cliniche dei mesi precedenti ai trattamenti eventualmente ricevuti, fino agli atti relativi ai soccorsi prestati dopo la precipitazione, al ricovero, agli esami diagnostici, alle terapie e al successivo decesso. Il materiale dovrà essere esaminato dal consulente della persona offesa per valutare gli aspetti clinici ritenuti rilevanti ai fini dell’inchiesta. Già nelle settimane successive alla morte del giovane, la famiglia aveva chiesto approfondimenti medico-legali e ulteriori verifiche sulle circostanze in cui si erano svolti il controllo e la precipitazione.

Chiesto di valutare un diverso organo di polizia giudiziaria

Nell’istanza presentata alla Procura compare infine un ulteriore punto. La difesa ha chiesto ai magistrati di valutare l’opportunità di affidare le ulteriori attività investigative a un diverso organo di polizia giudiziaria. La richiesta, formulata nell’ambito di un procedimento attualmente iscritto contro ignoti, viene motivata dalla circostanza che i due militari presenti nell’abitazione al momento della precipitazione appartengono allo stesso Comando provinciale dei Carabinieri cui fanno capo le attività investigative in corso. Si tratta di una richiesta della parte offesa sulla quale spetterà alla Procura effettuare le proprie valutazioni.

L’obiettivo: ridurre al minimo le zone d’ombra

La linea seguita dalla nuova difesa punta dunque ad ampliare la base tecnica su cui ricostruire quanto avvenuto quel giorno. Non soltanto testimonianze e ricostruzioni, ma misurazioni della scena, geometria del balcone, posizione del corpo, eventuali immagini e documentazione sanitaria. Elementi che, nelle intenzioni della legale della madre, dovrebbero permettere di verificare con maggiore precisione le circostanze della precipitazione e quelle del successivo decesso. Sarà ora la Procura di Cosenza a valutare le richieste avanzate e a stabilire quali ulteriori accertamenti disporre nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Momò.