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Cinque persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza di Vicenza, con il coordinamento dello SCO della Polizia di Stato, nell’ambito di un’inchiesta su due incendi dolosi avvenuti in un bar-tabaccheria della città veneta. Secondo l’accusa, i roghi sarebbero stati appiccati per ottenere indebitamente l’indennizzo assicurativo. Gli indagati devono rispondere di incendio aggravato, violazione di sigilli e danneggiamento fraudolento di beni assicurati.

La ricostruzione dei fatti

Le indagini hanno preso avvio dall’incendio del 26 marzo 2025, seguito da ulteriori episodi e da accertamenti su intrusioni e manomissioni nei locali, già sottoposti a sequestro. L’analisi delle immagini, dei tabulati telefonici e delle celle di aggancio ha permesso di ricostruire una serie di spostamenti sospetti, anche lungo la rete autostradale, collegando gli eventi a più soggetti.

Il ruolo dei complici e il legame con la Calabria

Secondo gli investigatori, il titolare dell’attività e un suo familiare si sarebbero avvalsi di complici provenienti da Reggio Calabria, incaricati di raggiungere il Veneto per appiccare materialmente gli incendi e poi fare ritorno in Calabria. Gli inquirenti hanno ricostruito i viaggi, anche tramite voli e spostamenti via terra, evidenziando la presenza degli stessi soggetti in città nei giorni dei roghi. Contestualmente alle misure cautelari sono state eseguite perquisizioni sia a Vicenza sia a Reggio Calabria, anche in locali commerciali riconducibili agli indagati.