Cipolla Rossa di Tropea IGP, Laria: «Costi di produzione aumentati del 20%, serve più equità nella filiera»
Il presidente del Consorzio di Tutela, Giuseppe Laria, analizza le difficoltà delle aziende agricole tra rincari, concorrenza internazionale e contraffazioni

Un'eccellenza agroalimentare riconosciuta a livello internazionale, simbolo dell'identità produttiva calabrese, che deve però confrontarsi con costi crescenti e margini di guadagno sempre più ridotti. La Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP continua a rappresentare un importante punto di forza per l'agricoltura regionale, grazie alla certificazione di origine e alla riconoscibilità sui mercati italiani ed esteri. Ma negli ultimi due anni, secondo le stime del Consorzio, i costi di produzione sono aumentati complessivamente di circa il 20%, mettendo sotto pressione la redditività delle aziende. Nell'intervista a Calabria News 24, Giuseppe Laria, presidente del Consorzio di Tutela della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, affronta le principali criticità del comparto: dall'aumento delle spese per manodopera, energia e trasporti alla lotta contro le imitazioni, fino al rapporto con la grande distribuzione organizzata. Al centro, la necessità di tutelare il reddito degli agricoltori e costruire una filiera più equilibrata, nella quale il valore riconosciuto al prodotto si traduca in una remunerazione adeguata anche per chi lo coltiva.
La Cipolla Rossa di Tropea è diventata un simbolo internazionale della Calabria, ma quanto riescono realmente a beneficiare di questo successo le aziende produttrici, soprattutto di fronte alla concorrenza sui mercati esteri?
La Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP è oggi molto più di un prodotto agricolo: è un vero e proprio brand territoriale, simbolo internazionale della Calabria e ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Le aziende produttrici consorziate beneficiano concretamente di questo successo principalmente attraverso due asset fondamentali: la tutela legale e la riconoscibilità commerciale. Essere all'interno del sistema IGP significa avere un prodotto protetto, certificato e immediatamente riconoscibile dal consumatore italiano ed estero. Questo ci permette di differenziarci nettamente dalla concorrenza generica e dalle imitazioni che usano impropriamente il nome "Tropea". Sul mercato estero, dove la competizione è fortissima, la certificazione IGP è l'unico strumento che garantisce autenticità, tracciabilità e qualità. Grazie a questo posizionamento, le nostre aziende riescono a spuntare prezzi di vendita più equi e remunerativi rispetto a un prodotto anonimo, perché il consumatore sa di acquistare l'originale e non un'imitazione. Senza la forza del Consorzio e del marchio IGP, le singole aziende sarebbero molto più esposte e vulnerabili alla guerra dei prezzi al ribasso.

Quanto incidono gli aumenti dei costi di carburante, energia, irrigazione, manodopera e trasporti sulla redditività delle aziende che producono la Cipolla Rossa di Tropea IGP?
L'incidenza è stata molto pesante e tuttora lo è. Parliamo di un aumento complessivo dei costi di produzione che si attesta intorno al 20% negli ultimi due anni. La Cipolla Rossa di Tropea IGP è una coltura ad altissima intensità di manodopera manuale, dalla semina alla raccolta, fino alla trecciatura. A questo si sono aggiunti i rincari esponenziali di carburante, energia elettrica per gli impianti di irrigazione, concimi, imballaggi e soprattutto dei trasporti per raggiungere i mercati del Nord Italia e dell'estero. Questo ha eroso in maniera significativa la redditività delle aziende. Oggi il margine è ridotto al minimo. Ci auguriamo che a livello istituzionale e di sistema si possa trovare nel breve periodo una soluzione per contenere questi costi. Altrimenti, è fisiologico che le aziende saranno costrette a chiedere un adeguamento del prezzo di vendita. Un adeguamento che però si ripercuote inevitabilmente sul consumatore finale, con il rischio concreto di una contrazione dei consumi. E se i consumi scendono, a pagarne le conseguenze è l'intera filiera, a partire proprio dai produttori.
Quali azioni concrete sta mettendo in campo il Consorzio per contrastare le imitazioni e l'utilizzo improprio del nome Cipolla Rossa di Tropea, sia in Italia sia all'estero?
La tutela è la nostra missione principale e l'attività è quotidiana, sia in Italia che all'estero. Abbiamo messo in campo un sistema di controllo a tre livelli, sempre più strutturato:
Primo, i controlli di conformità attraverso l'Organismo di Controllo autorizzato dal Ministero, che certifica solo il prodotto che rispetta rigorosamente il disciplinare.
Secondo, l'attività dei nostri Agenti Vigilatori, che operano direttamente sul territorio, nei mercati ortofrutticoli e presso la GDO per verificare il corretto utilizzo della denominazione e l'effettiva presenza del prodotto IGP.
Terzo, e fondamentale, la collaborazione sempre più stretta e costante con gli organi istituzionali preposti alla tutela: l'ICQRF - Ispettorato Centrale per la Tutela della Qualità e Repressione Frodi del MASAF - e i Nuclei Antifrode dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare.
All'estero operiamo attraverso segnalazioni, opposizioni alla registrazione di marchi evocativi e azioni legali per bloccare l'uso improprio del nome "Tropea" su prodotti che non hanno nulla a che vedere con la nostra zona di produzione. È una battaglia continua, ma indispensabile.

Considerando la differenza tra il prezzo pagato all'agricoltore e quello praticato nei supermercati, quanto ritiene equa l'attuale distribuzione dei guadagni lungo la filiera della Cipolla Rossa di Tropea?
Partiamo da un principio: un prodotto eccellente come il nostro, quando è ben comunicato e ben posizionato, viene sempre ben retribuito dal mercato. È fisiologico e quasi inevitabile che esista una forbice di prezzo tra il campo e lo scaffale del supermercato e che questa forbice sia leggermente a vantaggio della Grande Distribuzione Organizzata, che sostiene costi rilevanti di logistica, stoccaggio, distribuzione, scarti e promozione. Detto questo, riteniamo che l'attuale distribuzione dei guadagni debba essere maggiormente riequilibrata. Come Consorzio, il nostro compito è proprio questo: lavorare per una maggiore equità di filiera. Dovremmo essere più bravi, tutti insieme, a costruire un patto di filiera più solido, dove non ci sia una prevalenza schiacciante di un anello sull'altro. Il produttore agricolo è l'anello più debole ma anche quello più importante, perché senza la sua fatica quotidiana e senza il suo legame con il territorio, questo prodotto non esisterebbe. Tutelare la sua redditività significa tutelare il futuro della Cipolla Rossa di Tropea IGP stessa.