Torna al centro del dibattito la proposta di legge sostenuta dal movimento degli Idonei Calabria Pubblica Amministrazione. Dopo le osservazioni formulate dal settore giuridico del Consiglio regionale, il gruppo ritiene che le criticità evidenziate possano essere risolte senza particolari difficoltà attraverso alcune modifiche al testo.

In una nota diffusa nelle ultime ore, gli Idonei sostengono che sarebbe sufficiente eliminare il riferimento al portale unico, escludere gli enti privati e quelli soggetti alla disciplina delle società partecipate e prevedere che la Regione promuova un accordo quadro con gli enti locali per favorire lo scambio delle graduatorie concorsuali.

Secondo il movimento, gli ulteriori rilievi formulati dagli uffici tecnici sarebbero invece privi di fondamento sostanziale e non rappresenterebbero un ostacolo concreto all'approvazione della norma.

Le critiche alla politica regionale

Nel documento, gli Idonei Calabria Pa esprimono anche perplessità sul percorso istituzionale della proposta, evidenziando come in passato il Consiglio regionale abbia approvato modifiche in materia concorsuale senza particolari osservazioni da parte degli uffici competenti.

L'associazione fa riferimento in particolare a un precedente intervento normativo contenuto in una legge omnibus che aveva previsto l'eliminazione delle prove orali in alcuni concorsi pubblici.

Da qui il timore che possano esserci resistenze di natura politica. Una circostanza che il movimento afferma di non voler accettare, chiedendo chiarezza sulle reali motivazioni che stanno rallentando l'iter della proposta.

Possibile mobilitazione degli idonei

Il gruppo annuncia di stare valutando iniziative di mobilitazione qualora non dovessero arrivare risposte ritenute soddisfacenti dalle istituzioni regionali.

"Nessuno boicotti la nostra legge regionale", si legge nella nota, nella quale viene ribadita la convinzione che tutti i rilievi tecnici siano facilmente superabili. Gli Idonei contestano inoltre le osservazioni relative alla legge 150, ritenendole prive di consistenza giuridica.

L'obiettivo dichiarato resta quello di ottenere strumenti che consentano una maggiore valorizzazione delle graduatorie esistenti e una più efficace collaborazione tra gli enti pubblici calabresi. Per questo motivo il movimento chiede alla politica regionale un confronto rapido e risposte concrete sul futuro della proposta di legge.