Svolta nelle indagini sulla strage di Amendolara, dove quattro braccianti agricoli sono stati trovati morti all'interno di un'autovettura data alle fiamme. La Procura della Repubblica di Castrovillari ha disposto il fermo di due cittadini pachistani, accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato.

Il provvedimento è stato adottato nelle ore successive al ritrovamento dei corpi, al termine delle prime attività investigative coordinate dalla magistratura e condotte con il supporto delle forze dell'ordine impegnate sul territorio.

L'indagine coordinata tra Polizia e Carabinieri

A fare il punto sull'inchiesta è stato il procuratore della Repubblica di Castrovillari, Alessandro D'Alessio, che ha evidenziato il lavoro svolto dagli investigatori fin dalle prime fasi dell'emergenza.

"Le indagini - ha spiegato D'Alessio - sono state avviate nell'immediatezza dei fatti con il supporto della Polizia di Stato ma anche con la perfetta sinergia informativa con l'Arma dei Carabinieri. Nel corso delle attività investigative iniziali, in presenza dei presupposti di legge, il pubblico ministero ha emesso decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due persone extracomunitarie, attualmente sottoposte a indagini".

Il procuratore ha inoltre sottolineato la rapidità con cui gli investigatori sono riusciti a individuare i presunti responsabili.

Gli investigatori al lavoro per ricostruire il delitto

"Merita di essere evidenziata - ha affermato D'Alessio - la professionalità delle forze dell'ordine che, ancora una volta, sono state in grado, operando in perfetto e lodevole coordinamento tra di loro e seguendo le direttive della Procura di Castrovillari, di individuare, a brevissima distanza temporale dai fatti, i soggetti gravemente indiziati di delitto di omicidio plurimo e pluriaggravato".

Nonostante il fermo dei due indagati, gli accertamenti sono tutt'altro che conclusi. Gli investigatori stanno infatti proseguendo le verifiche per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto, il movente e l'eventuale coinvolgimento di altre persone.

Attesa per la conferenza stampa in Questura

Il procuratore ha precisato che le indagini "sono tuttora in corso e proseguono al fine di accertare compiutamente i fatti e le eventuali responsabilità, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento".

Per fare piena luce sulla vicenda e fornire ulteriori dettagli sull'inchiesta, Alessandro D'Alessio ha convocato una conferenza stampa per domani, 3 giugno 2026, alle ore 16, presso la Questura di Cosenza.

L'intera Calabria resta con il fiato sospeso davanti a una vicenda che, nel giro di poche ore, si è trasformata da un misterioso ritrovamento in un presunto caso di omicidio plurimo destinato a suscitare grande attenzione investigativa e giudiziaria.