Una protesta estrema per chiedere protezione e una risposta concreta dello Stato dopo le pesanti intimidazioni ricevute. La sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, ha annunciato che, in assenza di risposte entro lunedì 14 settembre, inizierà uno sciopero della fame e si incatenerà all’interno del Comune, restando nella sede municipale giorno e notte. Una decisione maturata dopo una nuova minaccia che, secondo quanto denunciato dalla prima cittadina, avrebbe coinvolto direttamente anche i suoi figli.

Le minacce rivolte alla famiglia

Scarcella parla di un clima diventato ormai insostenibile. Dopo una seconda intimidazione contro la propria famiglia, con minacce di morte rivolte ai figli, la sindaca afferma di essere ancora in attesa di una risposta da parte della Prefettura di Reggio Calabria.

La vicenda è stata portata anche all’attenzione della Commissione parlamentare Antimafia e del Ministero dell’Interno. La sindaca e la sua Giunta hanno infatti scritto al Viminale chiedendo un intervento e maggiori garanzie di sicurezza. La protesta annunciata nasce anche dalla condizione in cui, secondo Scarcella, sarebbero costretti a vivere i suoi figli, limitati nella propria libertà proprio a causa delle minacce ricevute.

«Mi incatenerò in Comune»

La scelta è destinata a fare rumore. Scarcella ha annunciato che aspetterà fino al 14 settembre, poi, qualora non dovessero arrivare risposte, darà inizio alla protesta.

«Non posso accettare che i miei figli restino prigionieri», è il senso della denuncia della sindaca, che intende simbolicamente condividere quella stessa condizione attraverso la permanenza forzata nel Municipio e lo sciopero della fame.

Una mobilitazione che, nelle intenzioni della prima cittadina, dovrà proseguire ad oltranza, fino a quando dalle istituzioni competenti non arriveranno risposte sul fronte della sicurezza personale e della tutela della famiglia.

«Gioia Tauro si sente abbandonata dallo Stato»

Scarcella ha inoltre precisato che la questione delle intimidazioni non riguarda la Commissione di accesso operante sul Comune, respingendo qualsiasi sovrapposizione tra le due vicende.

La sindaca sostiene invece che si tratti di un episodio intimidatorio personale particolarmente grave e denuncia quella che considera una disparità di trattamento rispetto ad altri casi avvenuti nel resto d’Italia, nei quali le istituzioni territoriali sarebbero intervenute con maggiore rapidità.

Il punto, secondo Scarcella, supera dunque la sua vicenda personale. La sua denuncia riguarda l'intera città: «Gioia Tauro è abbandonata oggi dallo Stato», ha affermato chiedendo con forza un intervento delle autorità competenti.