Mario Perrotta in una foto di Luigi Burroni
Mario Perrotta in una foto di Luigi Burroni

Negli anni del boom economico, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio del nuovo decennio, l’Italia attraversava una fase segnata da crescita, ottimismo e fiducia nel futuro. In quel clima, nel 1958, una canzone riuscì più di altre a trasformarsi nel simbolo di una stagione: “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno.

Proprio da quella pagina della musica italiana prende vita “Nel blu”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Mario Perrotta, atteso sabato 22 agosto alle 21.30 a Torre Marrana nell’ambito di CAT - Capo Arte Teatro Festival.

Perrotta racconta Domenico Modugno

Autore, attore e regista tra le voci più riconosciute del teatro italiano, Perrotta ricostruisce la vicenda umana e artistica di Modugno partendo dalla Puglia e arrivando al successo del Festival di Sanremo del 1958.

È il racconto di un giovane che lascia la propria terra con il desiderio di diventare attore e che, pochi anni dopo, si ritrova a conquistare il pubblico attraverso la musica.

Una storia attraversata dal tema della felicità, cercata e cantata in un’Italia che provava a lasciarsi alle spalle le ferite del dopoguerra, pur nella consapevolezza della fragilità e dell’effimero che ogni momento felice porta con sé.

Musica dal vivo protagonista dello spettacolo

Sul palco, accanto a Mario Perrotta, ci saranno Vanni Crociani al pianoforte e alla fisarmonica, Massimo Marches alla chitarra e al mandolino e Giuseppe Franchellucci al violoncello.

Gli stessi musicisti, insieme a Perrotta, hanno curato gli arrangiamenti delle musiche di Domenico Modugno.

Lo spettacolo, prodotto da Permar Compagnia Mario Perrotta ed Emilia-Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, vede inoltre la collaborazione alla regia di Paola Roscioli.

“Nel blu” ha conquistato il Premio Ubu 2025 come Migliore progetto sonoro, riconoscimento che sottolinea proprio il ruolo centrale della componente musicale nella costruzione scenica.

«Un uomo di una terra dimenticata da Dio»

Per Perrotta il viaggio di Modugno assume anche un significato personale.

«Nel blu è il racconto intimo di un uomo di una terra dimenticata da Dio», spiega l’autore, richiamando quella Puglia che entrambi hanno lasciato per cercare altrove una strada artistica.

Modugno, nelle parole di Perrotta, parte per “fare l’attore” e finisce per insegnare al mondo a “volare”, trasformando un urlo e una melodia in un gesto capace di archiviare simbolicamente molte ombre del dopoguerra.

Due voci per raccontare Modugno

La dimensione musicale non rappresenta soltanto un accompagnamento, ma una vera seconda voce del protagonista.

«Un racconto di un’esistenza guascona e testarda in cui i musicisti/compositori con me sul palco sono l’altra voce di Domenico Modugno, quella voce che le parole non riescono e non possono rappresentare», sottolinea Perrotta.

Lo spettacolo punta così a restituire non soltanto la carriera dell’artista, ma anche la sua energia, la determinazione e il rapporto con una terra dalla quale partire per riuscire poi a parlare al mondo intero.

CAT prosegue il suo viaggio a Torre Marrana

L’appuntamento del 22 agosto si inserisce nel programma di CAT - Capo Arte Teatro Festival, progetto di DRACMA - Centro di Produzione teatrale con la direzione artistica di Andrea Naso.

Il festival è organizzato dalla Pro Loco di Capo Vaticano in collaborazione con Associazione InUtile, con Tata’s come food partner e con il sostegno del Comune di Ricadi, della Regione Calabria e del Ministero della Cultura.

A Torre Marrana, dunque, il pubblico potrà attraversare una delle stagioni più iconiche della storia italiana attraverso il teatro e le canzoni di Domenico Modugno, seguendo quel desiderio di leggerezza racchiuso ancora oggi in un invito diventato universale: volare.