Revocata la protezione ai familiari di Pino Masciari, il M5S porta il caso in Parlamento
Interrogazione al ministro dell’Interno per chiarire le motivazioni dello stop alle misure di tutela per la moglie e i figli del testimone di giustizia calabrese
Interrogazione al ministro dell’Interno da parte del Movimento 5 Stelle dopo la decisione di interrompere le misure di tutela per la moglie e i figli del testimone di giustizia calabrese.
La decisione che riaccende il dibattito sulla tutela dei testimoni di giustizia
La revoca delle misure di protezione destinate ai familiari di Pino Masciari, imprenditore calabrese e testimone di giustizia impegnato da anni nella denuncia delle infiltrazioni mafiose, approda in Parlamento. La vicenda è al centro di un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno, promossa dai parlamentari del Movimento 5 Stelle e sostenuta dai componenti pentastellati della Commissione Antimafia.
L’iniziativa nasce dopo la decisione della Commissione centrale consultiva per l’adozione delle misure di sicurezza personale, assunta su richiesta della Prefettura di Vibo Valentia, di interrompere la tutela di quarto livello finora garantita alla moglie e ai figli di Masciari.
Le richieste di chiarimento rivolte al Viminale
Secondo il Movimento 5 Stelle, la scelta solleva interrogativi significativi alla luce del ruolo svolto da Masciari nella lotta alla criminalità organizzata e del contesto territoriale in cui la famiglia continua a vivere. Nell’interrogazione si chiede al Ministero dell’Interno di chiarire quali elementi abbiano portato alla revoca della protezione e quali valutazioni siano state effettuate nel corso dell’istruttoria.
I parlamentari intendono inoltre verificare se siano stati presi in considerazione non solo eventuali rischi immediati, ma anche il quadro ambientale, sociale e criminale che caratterizza il territorio di riferimento.
Il valore dei testimoni di giustizia nella lotta alle mafie
Per gli esponenti del M5S, la questione riguarda un principio fondamentale legato alla credibilità delle istituzioni nei confronti di chi decide di collaborare con lo Stato denunciando fenomeni mafiosi. I firmatari dell’interrogazione sottolineano che i testimoni di giustizia rappresentano una risorsa essenziale per il contrasto alla criminalità organizzata e per il buon esito delle attività investigative e giudiziarie.
Da qui la richiesta al Governo di verificare se la revoca delle misure di tutela sia compatibile con il principio di massima protezione che deve essere garantito a chi, insieme ai propri familiari, affronta le conseguenze delle proprie scelte di legalità e collaborazione con le istituzioni.